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Puglia: Conte riflette su Decaro “Ha le carte in regola, ma anche noi” Tra attese, equilibri interni e possibili sorprese, si apre il cantiere per la candidatura del centrosinistra alla guida della Regione Puglia

La corsa alla presidenza della Regione Puglia agita le acque del centrosinistra e accende il dibattito tra le forze che lo compongono. In un momento in cui il Partito Democratico sembra orientato a puntare su Antonio Decaro, ex sindaco di Bari e neo-europarlamentare da oltre mezzo milione di preferenze, il leader del Movimento 5 Stelle Giuseppe Conte interviene con una riflessione che suona come un monito: “In Puglia Decaro come amministratore ha le carte in regola per aspirare a guidare un progetto di rinnovamento. Ma di carte in regola, ne abbiamo anche noi.”

Decaro ancora incerto, si cerca un piano B

Antonio Decaro non ha ancora sciolto la riserva. La sua incertezza alimenta voci di un possibile piano B e C, nel caso in cui l’ex primo cittadino decidesse di non candidarsi. Il nodo principale sembra essere la composizione della coalizione: pesano le possibili candidature di due pesi massimi del centrosinistra pugliese e nazionale, Nichi Vendola e Michele Emiliano, figure con una forte identità politica e una lunga esperienza amministrativa.

Secondo alcune ricostruzioni, Decaro non vedrebbe di buon occhio una sua corsa accompagnata dalla presenza ingombrante di questi due leader, con cui negli anni non sono mancati contrasti e divergenze. Tuttavia, fonti parlamentari del Pd si mostrano fiduciose: “Alla fine sarà lui a correre”, è la convinzione che trapela dai vertici.

Il dilemma del Pd: Decaro o crisi interna

L’eventuale rinuncia di Decaro alla corsa regionale aprirebbe un problema politico serio dentro il Partito Democratico. Il suo ruolo nella lista per le Europee è stato fortemente voluto dalla segretaria Elly Schlein, che ha puntato su di lui non solo per portare voti al partito, ma anche per posizionarlo come figura chiave del futuro pugliese. Un suo “no” ora, sarebbe letto come un passo indietro anche rispetto alla linea della segreteria.

Un dirigente dem lo dice chiaramente: “Quella di Decaro non è una ipotesi di candidatura, ma una candidatura già fatta.” Un’affermazione che, se confermata dai fatti, ridurrebbe drasticamente i margini per soluzioni alternative, almeno dentro il Pd.

Il metodo Boccia: “Prima i temi, poi i nomi”

Nel frattempo, però, la linea ufficiale del partito resta quella della prudenza e della programmazione. Come ha ricordato Francesco Boccia, intervenendo all’assemblea pugliese del partito: “Il Pd sta lavorando al programma, che è il passaggio fondamentale. Poi toccherà alla coalizione individuare il candidato migliore possibile. E nessuno di noi, se chiamato, può sottrarsi.”

Un modo per ribadire che non ci saranno imposizioni calate dall’alto e che l’identificazione del candidato dovrà essere il frutto di un lavoro comune, costruito attorno ai contenuti e non ai personalismi.

Conte avverte: “Anche noi abbiamo le carte in regola”

Nel quadro ancora fluido delle alleanze e delle candidature, Giuseppe Conte non si limita a riconoscere il valore amministrativo di Decaro, ma mette in chiaro che il Movimento 5 Stelle non farà da spettatore. “Di carte in regola ne abbiamo anche noi”, ha dichiarato l’ex premier, lasciando intendere che i pentastellati potrebbero avanzare una propria proposta o comunque pretendere un ruolo attivo nella definizione della candidatura.

Il messaggio è chiaro: non ci saranno appoggi automatici, e il nome finale dovrà essere il risultato di una reale sintesi tra le forze di coalizione .

I prossimi passi della coalizione

Il cantiere del centrosinistra pugliese resta aperto.
Mentre Decaro riflette, il Partito Democratico lavora al programma e il Movimento 5 Stelle lancia segnali d’autonomia, la partita per la guida della Regione si annuncia lunga e complessa. L’unica certezza, per ora, è che nessuno potrà correre da solo. E che ogni nome dovrà reggere il peso non solo del consenso, ma anche dell’equilibrio politico.

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