Foggia: La Sindaca Episcopo chiude il caso Aprile “Nessuna violazione, Lucia è una persona di specchiata moralità”
Foggia – Con dichiarazioni nette e inequivocabili, la sindaca Maria Aida Episcopo ha messo fine alla vicenda che per settimane ha alimentato polemiche e sospetti nel panorama politico cittadino. Oggetto del dibattito: l’affidamento diretto, successivamente revocato, di una fornitura di arredi urbani a una cooperativa nella quale figura la sorella della vice sindaca nonché gemella dell’assessora Lucia Aprile.
“Lucia Aprile è una persona onestissima, di specchiata moralità. Ditemi, codice alla mano, che violazione ha commesso”, ha dichiarato oggi la prima cittadina, intervenendo con fermezza sulla questione. Una presa di posizione netta, volta a ristabilire la chiarezza e tutelare l’onorabilità dell’amministrazione comunale e della stessa assessora coinvolta.

La sindaca ha ribadito che la delibera in questione è un atto dirigenziale, dunque estraneo alle prerogative politiche dell’assessora Aprile. “Ripeto, è una delibera dirigenziale che non ha che fare con le mansioni politiche. Sono stati effettuati dei controlli, e non è emersa alcuna violazione di legge né la configurazione di un reato”.
L’intervento della Episcopo assume il tono di un chiarimento definitivo, non solo dal punto di vista formale, ma anche sul piano dell’etica pubblica. La sindaca ha voluto sottolineare come un’eventuale dimissione dell’assessora rappresenterebbe “un grande danno” per l’amministrazione e per la città stessa, riconoscendole meriti amministrativi e un comportamento irreprensibile.
Con questa dichiarazione, la prima cittadina archivia ufficialmente il caso, ponendo fine alle polemiche che avevano rischiato di trasformarsi in un boomerang politico. Una mossa che punta a ristabilire l’equilibrio interno alla giunta e a ridare centralità all’azione amministrativa, sgombrando il campo da sospetti e speculazioni.

Resta ora da vedere se il clima politico cittadino seguirà la linea tracciata dalla sindaca o se la questione continuerà ad alimentare il dibattito. Per il momento, però, il messaggio è chiaro: la moralità e l’integrità delle figure coinvolte non sono in discussione.

