Toscana-Prato:Fisco truffato per milioni arrestato il commercialista dei crediti fantasma
PRATO – È un pugno duro, quello che arriva dalla Procura di Prato, e stavolta ha colpito in pieno volto uno dei professionisti che per anni ha operato dietro le quinte del sistema fiscale: Maurizio Granchelli, 56 anni, commercialista originario di Lucera (Foggia), è finito agli arresti domiciliari su ordinanza del GIP di Prato con l’accusa di aver orchestrato una frode da manuale. Una truffa senza scrupoli ai danni dello Stato e, di riflesso, di tutti i cittadini onesti.
Nell’ambito di un’inchiesta serrata, la Guardia di Finanza ha già messo i sigilli ai crediti fiscali per circa 2,5 milioni di euro, intestati a due società riconducibili proprio a Granchelli. Cosa avevano in comune questi crediti? Non esistevano. Erano completamente fittizi. Addirittura, una parte risultava intestata a un soggetto deceduto – un cadavere usato come testa di legno per ristrutturazioni edilizie mai eseguite.
Una messinscena grottesca, che grida vendetta di fronte a un Paese che fatica ogni giorno a sostenere i costi reali della ripresa economica. Mentre imprenditori onesti, lavoratori e famiglie vengono schiacciati dalla pressione fiscale, c’è chi – come Granchelli – costruisce castelli di carta basati su falsi cantieri e crediti inesistenti, lucrando sull’inerzia di un sistema fiscale che troppo spesso si scopre fragile, vulnerabile, persino complice.
Il meccanismo? Quello ormai ben rodato del Superbonus e dei crediti di imposta legati a lavori edilizi. Solo che qui i lavori non c’erano mai stati, le fatture erano gonfiate o false, i soggetti fittizi o addirittura morti. E mentre il Fisco caricava quei crediti nei cassetti digitali, chi stava dietro lo schema – secondo l’accusa – si preparava a monetizzarli, a girarli, a fare cassa.
Le indagini non si fermano qui. Si parla di un sistema ramificato, che potrebbe coinvolgere altre società, altri professionisti, altri “furbetti del bonus”. Ma una cosa è certa: la misura cautelare è un segnale chiaro, un avvertimento a tutti coloro che pensano di poter usare il Fisco come un bancomat personale, violando la legge e la fiducia pubblica.
Non è più tempo di silenzi. È tempo di nomi, cognomi e manette.

