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Puglia-Bari:Aeroporti di Puglia dietro gli annunci trionfali, la realtà di un bilancio ancora in rosso

Di fronte a proclami ottimistici e dichiarazioni di successo, emergono numeri meno scintillanti: i conti di Aeroporti di Puglia restano in rosso, anche se il deficit si riduce.
Ma è davvero un segno di salute economica o solo una gestione abile della comunicazione?

Per mesi, il presidente di Aeroporti di Puglia ha sbandierato con orgoglio i risultati della società, sottolineando l’aumento del traffico aereo, l’efficienza dei servizi e la solidità finanziaria. Ma oggi, scavando dietro la narrazione ufficiale, emerge una verità più complessa, e per certi versi meno rassicurante.

Il bilancio 2024 chiude infatti ancora una volta in perdita: 2,516 milioni di euro, seppur in calo rispetto ai 3,786 milioni del 2023. È una riduzione del 34%, un dato che, letto con occhio critico, dimostra più un contenimento del problema che la sua soluzione. Non si può ignorare che dal 2020 a oggi Aeroporti di Puglia ha accumulato perdite per circa 47 milioni di euro, cifra in parte mitigata dai 16 milioni di contributi statali legati alla pandemia, ma che resta comunque significativa.

Perdite mascherate da “fattori straordinari”
Secondo la relazione di accompagnamento al bilancio, la perdita 2024 è attribuita principalmente agli “ammortamenti aggiuntivi sulla rivalutazione degli immobili”. In altre parole, non sarebbe colpa della gestione ordinaria, ma di una contabilità straordinaria. Una giustificazione tecnicamente corretta, ma che non cancella la realtà: la società continua a non generare utili.

Senza questi “fattori straordinari”, sostengono i vertici, l’utile ci sarebbe stato. Ma è proprio la sistematica presenza di voci straordinarie a far dubitare della reale sostenibilità economica dell’azienda. Anche l’assenza dell’accantonamento delle imposte anticipate sulla perdita fiscale 2024 dimostra che si naviga a vista, confidando in un futuro migliore piuttosto che in certezze presenti.

Ricavi in crescita, ma anche i costi
Il valore della produzione è salito a 135,2 milioni di euro (+11,3%), ma i costi non sono rimasti fermi: sono cresciuti del 9%. Un andamento che evidenzia sì un dinamismo, ma anche un equilibrio precario, dove ogni passo avanti sembra costare sempre di più. Le entrate aumentano, ma lo stesso fanno le spese, e questo lascia poco margine per reali profitti.

Un debito che cresce
La situazione finanziaria è ulteriormente complicata dall’incremento dell’indebitamento a lungo termine, cresciuto nel 2024 con l’emissione di un prestito obbligazionario da 65 milioni di euro. Un’operazione destinata a finanziare il piano di investimenti, ma che, fino a quando non saranno rendicontati i fondi pubblici del FSC 2021-27, grava sui conti aziendali. La posizione finanziaria netta è salita a 21,1 milioni, +18% rispetto al 2023. Anche qui, si parla di “assorbimento temporaneo di liquidità”, ma intanto il debito aumenta.

Il rischio di raccontarsi troppo belli
Non si mette in dubbio la complessità della gestione aeroportuale e le difficoltà oggettive dovute prima alla pandemia e poi all’obbligo di incentivare le compagnie aeree. Tuttavia, c’è un rischio concreto: quello di raccontare una storia troppo bella, troppo ottimista, che rischia di diventare autoreferenziale.

La verità, numeri alla mano, è che Aeroporti di Puglia è ancora in rosso, ha accumulato decine di milioni di perdite in pochi anni, e oggi si regge su riserve e indebitamento. L’obiettivo dichiarato di tornare in utile in autonomia resta, ma per il momento non è realtà: è una promessa. E come tutte le promesse, andrà verificata nei fatti.

Luci accese sugli aeroporti pugliesi, quindi, ma con la consapevolezza che non tutto quel che luccica è oro.

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