Manfredonia(FG): Nuovamente In fiamme, L’Oasi Lago Salso devastata: “Qui c’è una mano che vuole cancellare tutto”
di Redazione Ambiente – Cronaca Gargano
MANFREDONIA – Le fiamme tornano a colpire con ferocia la zona sud della riviera sipontina e l’Oasi Lago Salso, uno dei gioielli naturalistici del Gargano, che oramai non esiste più come prima. Il paesaggio è ormai una distesa di cenere. Ettari di vegetazione, arbusti e canneti, rifugio per decine di specie protette, sono stati divorati dal fuoco, alimentato da temperature torride, vento impetuoso e – sospettano in molti – una mano dolosa che ha un solo obiettivo: distruggere tutto.
Nelle ultime ore, un nuovo incendio è divampato a poca distanza dall’Oasi, già pesantemente colpita nei giorni scorsi. Il fumo è visibile a chilometri di distanza, ben oltre la statale 89 che collega Foggia a Manfredonia. La paura è tornata tra i residenti, tra i turisti che affollano la costa in piena estate, ma soprattutto tra chi conosce il valore irripetibile dell’ecosistema andato in fumo.
Le squadre antincendio – vigili del fuoco, personale dell’Agenzia Forestale Regionale, e persino i Canadair – sono al lavoro per circoscrivere le fiamme, ma i danni sono già drammatici. Si teme per l’equilibrio naturale della zona: Lago Salso era un polmone verde e una zona umida strategica per la migrazione di uccelli rari, oltre che un habitat prezioso per la biodiversità del Gargano.
Ma ora tutto è nero. Silenzioso. Muto.
E non è più solo un’emergenza ambientale. È un attacco deliberato al territorio, ai suoi simboli, al suo futuro. C’è chi comincia a chiedersi a voce alta: “Chi ha interesse a cancellare l’Oasi?” Forse qualcuno che punta a cambiare la destinazione di quelle terre? Forse chi vede nella devastazione una scorciatoia per nuovi piani urbanistici, turistici o speculativi?
Quel che è certo è che la situazione non può più essere gestita con interventi-tampone. Servono risposte forti, immediate, coordinate. “Ci si deve sedere attorno a un tavolo – istituzioni, forze dell’ordine, ambientalisti e cittadini – per pianificare un intervento straordinario di recupero e soprattutto di prevenzione,” chiedono in molti.
Perché ricostruire costerà. In tempo. In soldi pubblici. In fiducia. E perché a bruciare non è solo la vegetazione, ma il patrimonio comune di un’intera comunità, lasciato troppo a lungo senza protezione, esposto alla violenza di chi punta a cancellarne la memoria.
Manfredonia oggi è un simbolo. Di quanto possiamo perdere, se restiamo a guardare.

