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Foggia: Incendi nel Foggiano Monti Dauni sotto assedio, ma la gestione delle emergenze è ancora insufficiente

Ancora una volta il territorio dei Monti Dauni, una delle zone più belle e vulnerabili del Foggiano, è stato devastato da un incendio, questa volta nell’agro di Motta Montecorvino. Un pomeriggio di fuoco che ha visto le fiamme avvicinarsi pericolosamente agli abitati, lambendo via Umberto Giordano e mettendo a rischio la sicurezza delle persone. La risposta del sindaco, Mimmo Iavaniglio, è stata tempestiva, con l’intervento immediato dei soccorsi aerei e l’evacuazione preventiva di una decina di famiglie. Tuttavia, nonostante l’efficienza della macchina dei soccorsi, il tragico scenario che si è riproposto solleva seri interrogativi sulla capacità di prevenzione e di gestione di queste emergenze.

Un ciclo di emergenze che non si interrompe

Gli incendi che stanno devastando la provincia di Foggia non sono una novità. Purtroppo, negli ultimi anni, la zona dei Monti Dauni è diventata un obiettivo costante per i roghi estivi, mettendo a rischio non solo la biodiversità, ma anche la sicurezza dei residenti e la tenuta stessa dei piccoli centri abitati. La risposta alle emergenze, come quella recente a Motta Montecorvino, sembra però essere sempre più una corsa contro il tempo, anziché una gestione sistematica e preventiva.

L’evacuazione delle famiglie è stata una decisione saggia, ma il fatto che sia dovuta avvenire a scopo precauzionale evidenzia una volta di più come il territorio non sia adeguatamente protetto. È evidente che l’emergenza è gestita solo quando è troppo tardi, senza che ci siano strategie concrete per evitare che le fiamme arrivino così vicino agli abitati. L’intervento dei soccorsi aerei, pur essendo essenziale, sembra essere più una misura tampone che una soluzione definitiva, e lo scenario si ripete ogni anno.

Le lacune nella prevenzione e nella gestione del rischio

La domanda che emerge spontanea è: perché gli incendi continuano a essere una minaccia così ricorrente per il Foggiano? La risposta è complessa, ma non può non includere la carenza di piani di prevenzione efficaci. La gestione del rischio incendi, soprattutto in un territorio come quello dei Monti Dauni, deve essere affrontata con una visione a lungo termine, che preveda sia la manutenzione costante del verde che una pianificazione mirata per la gestione delle emergenze. Troppo spesso, invece, si interviene solo a fuoco già acceso, con danni già fatti.

Il fenomeno degli incendi ha radici in diversi fattori: l’abbandono delle campagne, la mancanza di interventi per il controllo del verde, l’inefficienza dei sistemi di sorveglianza, ma anche una scarsità di risorse destinate alla protezione civile. Il rilancio delle politiche agricole e ambientali potrebbe essere una soluzione a lungo termine, ma oggi sembra ancora lontano.

Inoltre, l’assenza di una rete di monitoraggio e di sorveglianza capillare, che consenta di rilevare focolai di incendio prima che possano estendersi, contribuisce a rendere queste situazioni sempre più difficili da gestire. La tecnologia, in questo senso, potrebbe essere un alleato fondamentale, con l’installazione di sensori o telecamere a circuito chiuso per monitorare costantemente le zone più a rischio. Tuttavia, anche in questo caso, l’investimento in innovazione e in risorse dedicate è ancora carente.

La resilienza delle comunità locali, ma il rischio di esaurire la pazienza

La gestione delle emergenze è senza dubbio uno degli aspetti più critici. Ma va anche detto che le comunità locali, come quella di Motta Montecorvino, hanno dimostrato ancora una volta una grande resilienza di fronte a un pericolo che ogni anno si ripresenta, eppure resta parzialmente sotto controllo. L’evacuazione delle famiglie è stata una scelta corretta, ma non possiamo non notare che questo genere di interventi finisca per diventare un’abitudine. Le persone si trovano ad affrontare un dramma che si ripete ciclicamente, con il rischio che un giorno la pazienza degli abitanti venga meno, in particolare se non si vedono miglioramenti concreti nella gestione del rischio e nel rafforzamento delle infrastrutture di protezione civile.

Non è più sufficiente limitarsi a interventi emergenziali: servono politiche strutturali e investimenti nelle risorse necessarie per rendere il territorio meno vulnerabile. Se davvero vogliamo tutelare il patrimonio naturale e sociale del Foggiano, è necessario fare un passo in più e prevedere piani di prevenzione a lungo termine, che non si limitino solo a spegnere le fiamme una volta che è troppo tardi.

La Politica e il territorio devono fare di più

Siamo ormai alla quinta stagione di incendi devastanti nel Foggiano, e la soluzione a questo problema non può più essere rinviata. Le amministrazioni locali, in primis quella di Motta Montecorvino, hanno fatto la loro parte nel gestire l’emergenza, ma la politica regionale e nazionale deve fare di più per garantire una protezione effettiva. I roghi non sono più un fenomeno sporadico, ma un problema sistemico che va affrontato con interventi più decisi e strutturati. Se davvero vogliamo proteggere i nostri territori, non possiamo più accontentarci di spegnere il fuoco, ma dobbiamo imparare a prevenirlo.

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