Roma: Il M5S, una brutta copia del Pd anche sulla questione morale
La politica italiana, sempre più intrecciata tra alleanze, lotte interne e cambi di casacca, continua a riservare colpi di scena. Una delle più recenti polemiche( da Sasso della Lega) riguarda il Movimento 5 Stelle (M5S), accusato di somigliare sempre di più al Partito Democratico (Pd), non solo per la gestione della politica, ma anche per la questione morale, un tema che ha sempre rappresentato uno degli assi distintivi della proposta politica dei grillini.
A sollevare il polverone è stato il deputato della Lega, Giuseppe Sasso, in parlamento, che ha raccontato i fatti accaduti a Foggia in merito all’appalto del vice sindaco Aprile. Ha puntato il dito contro le scelte del M5S, criticando in particolare la gestione della vicenda che ha coinvolto il vicesindaco di Foggia. Sasso ha messo in evidenza in parlamento, come il movimento, che aveva fatto dell’onestà e della trasparenza il proprio cavallo di battaglia, non sia riuscito a prendere provvedimenti in merito alla situazione, nonostante la forte pressione da parte degli elettori e dell’opinione pubblica.
Il caso Emiliano e la “copertura” dei grillini
Il paragone con il Pd, per Sasso, si è fatto inevitabile. A partire dalla Puglia, regione in cui Emiliano, presidente della giunta regionale, era finito al centro di un’inchiesta giornalistica per un affidamento diretto alla ditta del fratello per un valore superiore ai 40 mila euro. Una vicenda che aveva suscitato non poche polemiche e che, per il deputato della Lega, esemplifica il comportamento della politica pugliese in generale.
Seppur il caso fosse “tutto legale”, come sottolineato dallo stesso Sasso, la questione morale resta un aspetto che non può essere ignorato. Per un partito come il M5S, che ha sempre fatto dell’onestà un valore imprescindibile, le scelte fatte in queste circostanze appaiono quanto meno in contrasto con i principi di “pulizia” che il movimento aveva promesso di portare in Parlamento. E proprio in Puglia, come rilevato da Sasso, il M5S sembra essersi comportato in modo simile al Pd, finendo per non agire contro la vicenda che ha coinvolto la politica locale.
La mancata reazione del M5S
Secondo Sasso, l’atteggiamento del Movimento 5 Stelle nei confronti della vicenda di Foggia rappresenta un altro passo verso la sua “deriva” verso il Pd. Se, infatti, non si è arrivati a provvedimenti contro il vicesindaco coinvolto, nemmeno il partito ha preso posizione ufficiale sulla questione. L’unico passo preso è stato quello di costringere la sorella del politico coinvolto a rinunciare a una sua nomina, ma la domanda che aleggia è se questo sarebbe accaduto senza la pressione dell’opinione pubblica.
A questo proposito, Sasso cita anche gli ex attivisti del M5S, che hanno definito il movimento come i “truffatori degli ideali” che una volta promuovevano. Questa critica non è passata inosservata, e molti elettori del movimento sono oggi disillusi, accusando i grillini di non essere più quel partito capace di rappresentare una vera alternativa ai partiti tradizionali.
La perdita di identità del M5S
Quello che emerge dalla critica di Sasso è la crescente perdita di identità del M5S, che si trova a dover giustificare a sé stesso e ai suoi elettori un cambiamento che non appare più come una “rivoluzione” contro il sistema, ma piuttosto come un adattamento agli stessi meccanismi che i grillini avevano criticato.
La questione morale, che una volta sembrava essere un fondamento su cui costruire una politica alternativa, è ora messa in discussione, non solo dalle forze di opposizione, ma anche all’interno del movimento stesso. Se il M5S vuole continuare a rivendicare la sua natura “anti-sistema”, dovrà affrontare con coraggio queste sfide e dimostrare che le sue parole non sono solo slogan vuoti.
In conclusione, per Giuseppe Sasso, il M5S, oggi più che mai, sembra essere diventato una “copia sbiadita” del Pd. Non solo nella gestione del potere, ma anche nei principi che un tempo lo distinguevano dalla politica tradizionale. Il futuro del movimento, quindi, appare sempre più incerto, e la sua capacità di rimanere fedele agli ideali di onestà e trasparenza è messa seriamente alla prova.

