Capitanata sotto assedio: aumentano incendi boschivi e furti nelle campagne
In Capitanata, l’estate 2025 si sta rivelando particolarmente difficile sul fronte della sicurezza e della tutela del territorio. I dati e le segnalazioni confermano un netto aumento degli incendi, in particolare di natura boschiva, accompagnato da un’escalation di furti, soprattutto a danno delle aziende agricole. Un fenomeno allarmante che, accanto ai roghi, vede anche il ritorno di colpi ai bancomat con il cosiddetto “metodo della marmotta”, tecnica prediletta dalla criminalità organizzata.
Incendi: un’emergenza ambientale e sociale
La Capitanata è tra le province pugliesi più colpite dagli incendi, con un’impennata di roghi che interessano principalmente aree boschive. Tuttavia, non sono esenti da fiamme anche zone agricole e periferie urbane, dove spesso la mano dell’uomo – per negligenza o dolo – gioca un ruolo decisivo.
Le cause degli incendi sono molteplici: distrazione, abbandono di rifiuti, fenomeni elettrici e anche eventi naturali. Tuttavia, non si può escludere del tutto la matrice dolosa in molti casi, con il fuoco utilizzato come strumento di pressione o destabilizzazione economica e sociale.

Furti in campagna e assalti ai bancomat: ritorna l’incubo criminale
Parallelamente agli incendi, nelle zone rurali si registra un aumento costante dei furti. Trattori, carburante, attrezzi agricoli e perfino raccolti vengono presi di mira da bande organizzate, colpendo duramente il tessuto produttivo locale.
Allo stesso tempo, è tornato in auge il furto ai bancomat con il metodo della “marmotta”, in cui un ordigno viene inserito nello sportello automatico per provocarne l’esplosione e prelevare il denaro. Un modus operandi che richiede una certa esperienza e organizzazione, spesso riconducibile a gruppi criminali strutturati.

Criminalità: nuove leve o vecchie famiglie?
Un interrogativo inquietante aleggia tra cittadini e forze dell’ordine: siamo di fronte al ritorno delle vecchie famiglie mafiose o all’emergere di nuove leve che cercano di affermarsi con azioni clamorose e violente?
Il procuratore della Direzione Distrettuale Antimafia (DDA) di Bari, Roberto Rossi, ha dichiarato: “Abbiamo ottenuto risultati importanti grazie al pentimento di alcuni criminali di spicco, che hanno contribuito a smantellare reti mafiose attive da decenni”. Eppure, il territorio sembra non trovare pace: alla repressione di una parte della criminalità corrisponde la riorganizzazione di altre, forse con l’ingresso di giovani manovali del crimine che cercano potere e visibilità.
Una sfida aperta: servono risposte coordinate
Il quadro che emerge è quello di una Capitanata ferita ma non rassegnata. Le forze dell’ordine, la magistratura e la società civile sono chiamati a una risposta congiunta, rafforzando i controlli, investendo nella prevenzione e valorizzando il presidio del territorio da parte dei cittadini onesti.
Serve una strategia che non sia solo repressiva ma anche preventiva e sociale, perché ogni rogo spento e ogni furto sventato sono passi verso una Capitanata più sicura e libera dal ricatto criminale.

