Bufera in Comune a Foggia: affidamento diretto da 136mila euro ai parenti della vicesindaca. L’opposizione grida allo scandalo
FOGGIA – Nell’amministrazione guidata dalla sindaca Maria Aida Episcopo sembra non esserci più alcun freno al corto circuito tra politica e opportunità. La città è scossa da un nuovo caso che ha il sapore di conflitto d’interessi e che riaccende il dibattito su trasparenza e legalità nella gestione del denaro pubblico.

Al centro della polemica, un affidamento diretto da 136mila euro (oltre IVA) per la fornitura e posa in opera di arredi urbani. Nulla di strano, se non fosse che il beneficiario del contratto è la cooperativa “Servitalia”, tra i cui soci figura la sorella dell’assessora all’Ambiente nonché vicesindaca, Lucia Aprile.
L’opposizione insorge: “Trasparenza calpestata”
Il caso è esploso a Palazzo di Città con Fratelli d’Italia che ha attaccato frontalmente l’amministrazione Episcopo, parlando di “una gestione opaca e familistica degli appalti” e chiedendo il ritiro immediato in autotutela dell’affidamento. A guidare la protesta è la coordinatrice cittadina Daria Cascarano, che punta il dito su un dettaglio non marginale: la tempistica dell’operazione.

“Come può una cooperativa appena costituita partecipare e vincere un affidamento prima ancora di risultare attiva nei registri ufficiali?”, si legge nella nota del partito.
Secondo la ricostruzione, Servitalia sarebbe stata costituita il 24 febbraio 2025, iscritta solo il 7 marzo, e divenuta attiva il 19 giugno. Tuttavia, l’affidamento scadeva il 13 giugno, dunque prima dell’effettiva operatività dell’ente secondo i canali ufficiali.
Un’anomalia che, secondo FdI, mina la legittimità dell’intera procedura, oltre a porre interrogativi seri sul rispetto dell’articolo 50 del Codice degli Appalti, che impone anche per gli affidamenti sotto soglia requisiti di esperienza documentata e comprovata professionalità. Ma Servitalia – denuncia l’opposizione – opera nel settore delle pulizie, non ha alcuna esperienza diretta nel comparto dell’arredo urbano e, soprattutto, non ha alcun passato operativo da poter presentare.
Il precedente natalizio e l’ombra del familismo politico
Non è la prima volta che il cognome Aprile compare nelle determine comunali. Già durante le festività natalizie, un appalto per il noleggio e montaggio di chioschi fu affidato a una ditta legata – secondo FdI – al fratello della stessa assessora.
“Evidentemente per questa amministrazione le regole non sono altro che fastidi aggirabili – accusa Cascarano –. È il trionfo del nepotismo. E a pagarne il prezzo è la credibilità delle istituzioni”.
Fratelli d’Italia ha annunciato che, in assenza di un passo indietro da parte del Comune, presenterà formale segnalazione alle autorità competenti, chiedendo di verificare la legittimità dell’affidamento, i requisiti dell’azienda e il possibile danno erariale.
E adesso? Quali scenari si aprono
La bufera è appena iniziata. E sul tavolo restano diversi interrogativi:
Il Comune revocherà l’affidamento in autotutela per evitare ulteriori danni d’immagine e procedurali?
La sindaca Episcopo prenderà posizione o continuerà a tacere?
Le autorità amministrative e contabili interverranno d’ufficio per esaminare l’operazione?
Nel frattempo, tra i corridoi del Palazzo cresce il malcontento. Anche all’interno della stessa maggioranza si registrano malumori crescenti per una gestione che, sempre più spesso, mescola interessi pubblici e relazioni private.
Se la politica è anche forma, questa amministrazione ha già perso la faccia. Se è sostanza, potrebbe essere solo l’inizio di un caso ben più grande.

