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Mainiero smonta il Piano Urbanistico Generale: “Un tragico gioco dell’oca”


Foggia, 18 luglio 2025 – Se c’è una parola che Giuseppe Mainiero non ha esitato a utilizzare per descrivere l’operato dell’assessore all’Urbanistica Raffaele Galasso, quella è “tragico”. In un intervento feroce, il consigliere comunale e già due volte candidato sindaco di Foggia ha smontato punto per punto le “linee guida” approvate recentemente dalla Giunta Episcopo come se fossero la chiave di volta del tanto atteso Piano Urbanistico Generale (PUG).

“Altro che PUG, questa è una farsa che si ripete ogni volta che si parla di urbanistica a Foggia”, commenta Mainiero con tono sprezzante, accusando il governo cittadino di fare il gioco dell’oca, un “gioco” che, a suo dire, sta trascinando Foggia sempre più lontano da una soluzione definitiva.

Galasso e la “melina” dell’assessore
“Con Galasso, si ritorna ai nastri di partenza”, afferma Mainiero, affondando il colpo contro l’assessore che, secondo lui, si sarebbe reso protagonista di un gioco al rilancio, senza però mai affrontare i veri problemi della città. L’opposizione, in particolare quella del Partito Democratico e del Movimento Cinque Stelle, viene accusata di difendere l’indifendibile, facendo della propaganda politica anziché agire concretamente.

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Mainiero non ha dubbi: quelle che il Pd e il M5S vorrebbero vendere come le “linee guida” per il PUG, in realtà, rappresentano un ulteriore rinvio. “Questa delibera, invece di avvicinare Foggia all’approvazione definitiva del Piano, la allontana ancora di più”, accusa il consigliere di Fratelli d’Italia. Per Mainiero, il PUG è stato ridotto a un espediente politico che, lontano dal risolvere i problemi della città, è diventato solo l’ennesima occasione di propaganda elettorale.

La legge regionale 34/2023: un colpo di spugna sul lavoro precedente
Uno degli attacchi più forti riguarda l’adozione della legge regionale 34/2023, che, secondo Mainiero, ha cancellato il Documento Programmatico Preliminare (DPP) già approvato nel 2019 dal Comune di Foggia. In sostanza, l’adozione di questo nuovo strumento sarebbe stata non solo inutile, ma addirittura controproducente. “Il Comune non era assolutamente tenuto ad adottare queste ‘linee guida’”, spiega Mainiero, che sottolinea come questa mossa sia stata una scelta politica mal riuscita.

A questo punto, la critica si fa più acuta. “Anche uno studente al primo anno di Giurisprudenza ci sarebbe arrivato, peccato che così non sia stato per Galasso”, aggiunge, sferzante. In pratica, il consigliere accusa l’assessore di aver preso una decisione che non solo ignora le normative, ma che porta la città indietro di oltre 10 anni, annullando decenni di lavoro e di studi che, oltre a essere stati un danno economico, hanno prodotto nulla.

La gestione delle risorse: 1,5 milioni di euro gettati nel cestino
Ma non è solo la politica dell’annuncio che fa infuriare Mainiero. C’è anche un aspetto economico che non può passare inosservato. “Circa 1,5 milioni di euro sono stati spesi tra incarichi professionali e spese di gestione”, rivela il consigliere, riferendosi alle risorse destinate alla pianificazione urbanistica che ora si trovano, per così dire, a “decadere”. Quei soldi, in buona sostanza, sono stati buttati nel cestino, mentre la città si ritrova a ripartire da capo, senza una visione chiara e senza un piano concreto.

Una città nel limbo: il PUG continua a essere un miraggio
Per Mainiero, è evidente che, a questo punto, il Piano Urbanistico Generale sia destinato a restare nel limbo. L’approvazione delle linee guida non è che l’ennesimo rinvio, e i cittadini di Foggia rischiano di attendere ancora anni prima di vedere un piano veramente definitivo per il futuro della città. Questo, sostiene Mainiero, mentre i partiti al governo sembrano impegnati a fare battaglie politiche inutili e a sfruttare ogni occasione per cercare di apparire “efficaci” agli occhi dell’opinione pubblica, in vista delle prossime elezioni regionali.

Conclusioni: un piano che non c’è
In conclusione, Giuseppe Mainiero non ha dubbi: il PUG è stato ridotto a una commedia politica che non ha nulla di concreto da offrire ai cittadini di Foggia. “Foggia non ha bisogno di slogan, non ha bisogno di propaganda. Ha bisogno di atti concreti, di piani reali, non di rinvii e giri di parole”, afferma.

Con il PUG ormai diventato un simbolo di incapacità politica, è chiaro che la città ha bisogno di una vera svolta. E fino a quando l’assessore Galasso e la Giunta Episcopo continueranno a trattare l’urbanistica come un gioco delle parti, Foggia rimarrà una città senza futuro certo, destinata a un altro ciclo di rinvii, errori e promesse mai mantenute.

Il vero problema, per Mainiero, non è tanto l’assenza di un piano, quanto il fatto che la politica di oggi sembra più preoccupata di fare propaganda elettorale che di risolvere i problemi che affliggono la città. Foggia non ha più tempo da perdere: è ora di passare dalle parole ai fatti.

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