L’Aula della Camera respinge la mozione per sospendere il memorandum di cooperazione militare con Israele
L’Aula della Camera respinge la mozione per sospendere il memorandum di cooperazione militare con Israele
Roma, 17 luglio 2025 – Con 142 voti contrari e 102 favorevoli, l’Aula della Camera dei deputati ha bocciato la mozione presentata da Pd, Movimento 5 Stelle e Alleanza Verdi e Sinistra. La mozione chiedeva al governo di sospendere il memorandum di cooperazione militare con Israele, firmato nel 2003 e ratificato nel 2005, in vista del rinnovo automatico previsto per aprile 2026.
Il memorandum in questione regola le relazioni bilaterali tra Italia e Israele nel campo della cooperazione militare, e il suo rinnovo automatico ha suscitato ampie discussioni politiche. Il contenuto della mozione era improntato sulla preoccupazione che tale accordo, se rinnovato senza interruzioni, potesse risultare in un sostegno implicito alle azioni del governo israeliano, accusato da alcune parti politiche e dalla società civile di perpetrarere crimini di guerra e violazioni dei diritti umani nei territori palestinesi.
La motivazione della mozione e la diffida dei giuristi
Nel testo della mozione, i firmatari facevano riferimento a una diffida formale presentata da un gruppo di giuristi lo scorso maggio, nella quale si sollecitava l’interruzione del rinnovo automatico del memorandum. Secondo i giuristi, la continuazione di tale cooperazione militare potrebbe violare i principi cardine della Costituzione italiana, in particolare quelli legati al rispetto dei diritti umani e alla pace. Inoltre, veniva sottolineato come l’accordo con Israele rappresentasse un sostegno indiretto ai crimini contro l’umanità e ai crimini di guerra commessi dal governo israeliano, guidato dal primo ministro Benjamin Netanyahu, nei confronti della popolazione palestinese.
La reazione di Giuseppe Conte
La bocciatura della mozione ha scatenato forti reazioni, a cominciare dal leader del Movimento 5 Stelle, Giuseppe Conte, che ha definito la decisione una scelta “grave e pericolosa”. Conte ha sottolineato che il voto in Aula è avvenuto proprio nel giorno in cui si è consumato un attacco israeliano alla chiesa della Sacra Famiglia nella Striscia di Gaza, un luogo di culto cattolico dove opera il parroco italiano Gabriel Romanelli. L’attacco ha avuto un impatto emotivo profondo, con molte voci che hanno sottolineato come questo ennesimo episodio di violenza metta in luce la realtà delle atrocità che stanno avvenendo in Palestina e che, secondo i critici, vengono implicitamente sostenute dalla cooperazione militare tra Italia e Israele.
Conte ha accusato il governo di non voler assumere una posizione di indipendenza e di giustizia, in particolare nei confronti di un regime accusato di violare i diritti umani. “Il nostro Paese non può continuare a finanziare e sostenere in modo indiretto le azioni di un governo che disprezza i principi fondanti della nostra Costituzione”, ha dichiarato Conte, rimarcando la distanza tra la posizione del suo movimento e quella dell’esecutivo.
La posizione del governo e dei sostenitori del memorandum
Dall’altra parte, il governo ha difeso con fermezza il memorandum, sottolineando che la cooperazione militare con Israele è parte di un accordo strategico volto a rafforzare la sicurezza internazionale e la lotta al terrorismo. Fratelli d’Italia, Lega e Forza Italia, che hanno votato contro la mozione, hanno rimarcato l’importanza di mantenere un’alleanza stabile con Israele, definita come una partnership fondamentale per la sicurezza nazionale e internazionale.
Le implicazioni per il futuro della cooperazione tra Italia e Israele
La bocciatura della mozione non chiude il dibattito, ma lo rinvia al futuro, con il rinnovo automatico del memorandum previsto per aprile 2026. Questo significa che la questione tornerà in discussione nei prossimi anni, con la possibilità che nuove mozioni e iniziative politiche possano riaffiorare, in particolare se la situazione in Medio Oriente dovesse continuare a deteriorarsi.
Nel frattempo, la decisione dell’Aula riflette una divisione profonda all’interno della politica italiana, con il fronte pacifista che chiede un maggiore impegno per la pace e la giustizia internazionale, e il fronte pro-Israele che sostiene il mantenimento di un legame strategico e alleato.
L’esito di questa votazione segna una tappa importante nelle relazioni internazionali dell’Italia, ma anche nell’orientamento del governo italiano rispetto alle violazioni dei diritti umani e ai conflitti in Medio Oriente. La vicenda, infatti, potrebbe aprire nuovi scenari di discussione, specialmente in vista delle prossime elezioni politiche e della crescente attenzione globale verso la questione palestinese.

