Foggia:Ombre sull’incarico di Security Manager all’Amiu il caso Ferraro e le critiche alla trasparenza
Un’esposizione clamorosa di Francesco Ferraro, ex candidato al ruolo di Security Manager presso Amiu Puglia, sta sollevando numerosi interrogativi sulla gestione dell’incarico e sull’iter amministrativo adottato dalla società in house del comune di Foggia. Ferraro ha infatti presentato un esposto alla Procura di Foggia, denunciando una serie di anomalie e chiedendo un’inchiesta per verificare la legittimità e la trasparenza delle procedure seguite nell’assegnazione dell’incarico.
Il colloquio e il contesto: un’assunzione poco chiara
La vicenda ha inizio il 5 marzo 2025, quando Ferraro riceve una convocazione via email per un colloquio in qualità di candidato alla posizione di Security Manager, un ruolo che, come evidenziato nella sua denuncia, è di natura altamente tecnica e specialistica. Il colloquio si tiene due giorni dopo, alla presenza dei membri del Consiglio di Amministrazione (CdA) di Amiu Puglia, una circostanza che Ferraro definisce “anomala”, sottolineando come in una selezione per un incarico così qualificato sarebbe stato necessario un comitato selezionatore ad hoc, e non la partecipazione diretta dei membri del CdA.
Ferraro, forte di un curriculum qualificato, ha illustrato durante l’incontro il suo vasto bagaglio di esperienze, tra cui il titolo di “Senior Security Manager 3° livello” e la qualifica di “Disaster Manager”, oltre a certificazioni come la Certipass in sicurezza informatica e il livello Eipass in IT Security. Nonostante questa preparazione, però, Ferraro non ha avuto alcun riscontro positivo dall’azienda.
L’incarico assegnato a Silvano Ammirati: un affidamento diretto sospetto
La sorpresa per Ferraro è arrivata il 24 aprile, quando ha scoperto tramite la sezione “Avvisi” del sito web di Amiu che l’incarico di Security Manager era stato assegnato direttamente al sig. Silvano Ammirati, senza alcuna comunicazione formale a favore del suo curriculum, e con una procedura che Ferraro definisce “non trasparente”. L’incarico è stato formalizzato con una delibera del CdA n. 77 del 27 marzo 2025, ma, curiosamente, non è stato possibile reperire alcuna documentazione ufficiale, come la delibera o il verbale delle selezioni, che spiegasse i criteri di valutazione adottati per l’affidamento del ruolo.
Ferraro non manca di sottolineare come, confrontando il curriculum di Ammirati con il profilo richiesto, non emerga alcuna certificazione in grado di attestare l’idoneità per il ruolo, contrariamente a quanto previsto dalla normativa UNI 10459:2017 che regola la professionalità del Security Manager. In aggiunta, Ferraro segnala una grave discrepanza tra il nome del candidato citato nella delibera (Stefano Ammirati) e quello del contratto sottoscritto (Silvano Ammirati), sollevando dubbi sulla corretta gestione dell’incarico.
Le istanze di accesso agli atti e la risposta di Amiu
Nel tentativo di chiarire la situazione, Ferraro, tramite il suo legale avv. Marcello Oreste Di Giuseppe, ha presentato una richiesta di accesso agli atti il 9 maggio, ai sensi della Legge 241/1990, chiedendo copia della documentazione relativa al bando di selezione, della delibera del CdA e dei verbali dei colloqui. La risposta di Amiu, però, non ha fatto altro che sollevare ulteriori dubbi: con una PEC datata 26 giugno 2025, l’azienda ha affermato che l’incarico in oggetto aveva una “natura altamente fiduciaria”, dichiarando che non si trattava di una selezione pubblica e che non era pertanto applicabile alcuna procedura di evidenza pubblica.
I misteri da chiarire: dubbi sulla trasparenza e sulle interlocuzioni con il Prefetto
Tra le critiche sollevate, una delle principali riguarda l’affermazione contenuta nella delibera n. 77/2025, secondo cui “A seguito di interlocuzioni assunte dai Consiglieri delegati con i candidati e con il Prefetto di Foggia, di cui è stata puntualmente informata la Presidente, è stato individuato il nominativo a cui affidare l’incarico”. Ferraro e il suo avvocato chiedono chiarimenti su queste “interlocuzioni” con il Prefetto: si è trattato di un parere formale o informale? Il Prefetto ha avuto un ruolo attivo nella valutazione dei candidati? Questi interrogativi, privi di risposta nella documentazione ufficiale, alimentano il sospetto che la selezione non sia stata condotta con la dovuta trasparenza e imparzialità.
Le preoccupazioni per la trasparenza e la corretta gestione della selezione
Il caso solleva importanti questioni riguardanti la trasparenza nella gestione dei ruoli dirigenziali all’interno di enti pubblici e società in house. Ferraro, con il suo esposto, chiede di fare luce su come e in base a quali criteri è stato assegnato un incarico tanto delicato come quello di Security Manager a una persona che, a suo avviso, non avrebbe dimostrato i requisiti professionali necessari.
“Se l’incarico aveva natura fiduciaria”, si chiedono Ferraro e il suo legale, “perché è stato comunque avviato un processo di selezione e di confronto con i candidati? E qual è stato il ruolo del Prefetto di Foggia in questo processo?”. Le risposte a queste domande non solo potrebbero fare chiarezza su questa vicenda, ma potrebbero anche gettare luce su come vengano gestiti incarichi pubblici di alta responsabilità in contesti locali.
Amiu, pur ribadendo che l’affidamento del ruolo di Security Manager è stato di natura fiduciaria, non ha ancora fornito risposte esaustive sui dubbi sollevati, alimentando così le ombre che si addensano sull’incarico e sulla procedura di selezione adottata.
Il richiamo alla trasparenza amministrativa
Il caso Ferraro mette in evidenza una serie di problematiche relative alla gestione degli incarichi in ambito pubblico e alla necessità di garantire la massima trasparenza nelle selezioni per ruoli professionali di alta responsabilità. La mancata pubblicazione della delibera del CdA, la confusione riguardo ai nomi dei candidati e le ambiguë interlocuzioni con il Prefetto di Foggia sono solo alcuni degli aspetti che necessitano di chiarimenti urgenti. In attesa di una risposta da parte delle autorità competenti, la vicenda solleva preoccupazioni sulle modalità con cui vengono gestiti i processi di selezione all’interno di enti pubblici e, più in generale, sulle pratiche di trasparenza e di responsabilità amministrativa in Italia.

