Foggia:Avevano programmato l’omicidio di un imprenditore edile, è l’ora delle condanne
Foggia, avevano programmato l’omicidio di un imprenditore edile che aveva avuto 600 mila euro per costruire.Adesso sono arrivate le condanne
Il verdetto è stato emesso nella giornata dal Tribunale di Foggia, che ha accolto in pieno le richieste della Procura, riconoscendo l’esistenza di un disegno criminale premeditato ai danni della vittima, salvata solo grazie all’intervento tempestivo delle forze dell’ordine.
Una trama oscura fatta di minacce, estorsioni e armi
L’inchiesta, coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Bari, ha svelato una trama inquietante: dietro la facciata di una lite per motivi economici, si nascondeva un vero e proprio piano di esecuzione. L’imprenditore, molto noto nel settore edilizio locale, era finito nel mirino del gruppo per essersi rifiutato di sottostare a richieste estorsive.
Durante le indagini sono emersi intercettazioni ambientali, pedinamenti e prove materiali che hanno confermato l’esistenza di un piano dettagliato: appostamenti nei pressi dell’abitazione della vittima, individuazione dei suoi spostamenti quotidiani e persino l’acquisto dell’arma destinata all’agguato.
Le condanne
Il giudice ha emesso condanne esemplari:
14 anni di reclusione per il presunto mandante, considerato l’organizzatore dell’azione criminale;
12 anni per il complice incaricato di procurare l’arma e individuare il momento dell’agguato;
8 anni per un terzo uomo, accusato di favoreggiamento e partecipazione alla fase preparatoria del delitto.
Tutti e tre sono stati riconosciuti colpevoli di tentato omicidio aggravato dalla premeditazione, concorso in porto abusivo d’arma da fuoco e associazione a delinquere.

La vittima: “Non mi piego alla paura”
L’imprenditore, presente in aula al momento della lettura della sentenza, ha commentato con parole forti:
“Sono vivo per miracolo. Ringrazio le forze dell’ordine che mi hanno protetto. Ma non sarà la paura a fermare il mio lavoro onesto in questa terra difficile.”
Il caso ha riportato l’attenzione sulla pressione criminale che grava su molte attività economiche nella provincia di Foggia, da tempo indicata come uno dei territori più esposti al fenomeno del racket e delle estorsioni in Puglia.
Un segnale di legalità
La sentenza rappresenta un passaggio importante nella lotta alla criminalità organizzata foggiana, da anni nel mirino della magistratura per il suo radicamento nel tessuto economico e sociale del territorio.
“La giustizia ha fatto il suo corso – ha dichiarato il Procuratore – ma è fondamentale che gli imprenditori continuino a denunciare. Solo così possiamo spezzare la catena dell’omertà e restituire fiducia allo Stato”.
Una storia che, per fortuna, non si è conclusa in tragedia, ma che resta il simbolo di una battaglia quotidiana tra legalità e criminalità in una delle province più complesse del Sud Italia

