Puglia: Dimensionamento scolastico, confermate 565 unità: “Nessun taglio per il 2026/27”
La riforma del dimensionamento scolastico, introdotta dalla Legge di Bilancio 2023 e dal decreto ministeriale n. 127/2023, aveva inizialmente previsto per la Regione Puglia una riduzione del numero delle istituzioni scolastiche attive: dalle 565 dell’anno scolastico 2025/26 a 557 per l’anno successivo. Tuttavia, grazie a un lavoro capillare di confronto e analisi da parte della Regione, il Ministero dell’Istruzione ha rivisto i dati, confermando per il 2026/27 il mantenimento delle attuali 565 sedi scolastiche.
«Grazie all’intenso lavoro svolto da Regione Puglia in questi anni, e all’importante opera di interlocuzione e collaborazione portata avanti con sindacati e amministrazioni locali, si sono affrontate e gestite le sfide del dimensionamento, che ha comportato oltre 60 tagli alle istituzioni scolastiche, come imposto dalle normative statali», ha dichiarato l’assessore regionale all’Istruzione Sebastiano Leo.
L’assessore ha sottolineato come la riforma, imposta da direttive nazionali, sia stata applicata con senso di responsabilità, pur non essendo condivisa nella sua impostazione generale. «Non è una riforma che avremmo voluto – ha aggiunto – ma l’abbiamo condotta nel rispetto delle realtà locali e attraverso una concertazione continua con le altre Regioni e con il Ministero, cercando di tutelare il più possibile le caratteristiche e le esigenze del territorio».
Determinante è stato l’aggiornamento del decreto n. 127/2023, che ha portato a una revisione del contingente organico di dirigenti scolastici e direttori dei servizi generali e amministrativi. Tale aggiornamento si è basato su una nuova analisi demografica, fondata su dati ISTAT più recenti, che indicano un calo della popolazione studentesca meno marcato rispetto a quanto previsto inizialmente.
Questa variazione ha permesso una nuova distribuzione delle risorse organiche tra le Regioni, con un impatto positivo per la Puglia, che riesce così a evitare ulteriori tagli e a garantire la piena operatività delle istituzioni scolastiche già attive.
Una decisione che rappresenta un segnale importante per tutto il comparto scolastico regionale, chiamato a fronteggiare le sfide poste dal calo demografico e dal riassetto della rete scolastica, ma che potrà contare, almeno per il prossimo anno, su una rete stabile e su risorse confermate.

