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Foggia:M5S, Furore e la questione rifiuti “parole, promesse e silenzi imbarazzanti”

Il parlamentare del Movimento 5 Stelle, Mario Furore, ha recentemente dichiarato che “bisogna costituirsi come Comune” in relazione al procedimento notificato al Comune in merito a inadempienze svolte da politici e dirigenti comunali che ha imposto al Comune il pagamento di 27 milioni di euro, ripetiamo che coinvolti dirigenti di Amiu Puglia e funzionari comunali. Un’affermazione che suona come tardiva e, per certi versi, ipocrita, considerando che la richiesta di costituirsi parte civile è già stata approvata da tempo in Consiglio Comunale – salvo poi cadere nel vuoto delle non-decisioni.

Ricordiamo che il procedimento giudiziario in corso nasce da esposti documentati, firmati da associazioni e cittadini esasperati, che denunciavano gravi disfunzioni e presunti illeciti nella gestione del servizio di igiene urbana. Molti dei fatti contestati, a quanto pare, non sono frutto del passato remoto: si trascinano ancora oggi, nonostante l’avvicendamento amministrativo tanto sbandierato come svolta.

E allora ci si chiede: a cosa è servito il cambio di guida, se i dirigenti inquisiti sono ancora al loro posto e la situazione igienico-sanitaria non mostra miglioramenti sostanziali?
Se i problemi persistono, se i responsabili (o presunti tali) non vengono allontanati, se le promesse di rottura col passato restano disattese, allora è legittimo parlare di continuità – non certo di discontinuità.

Il Movimento 5 Stelle, e in particolare il deputato Furore, devono ora dimostrare se intendono fare sul serio o continuare con dichiarazioni da conferenza stampa che non trovano traduzione nell’azione amministrativa. Costituirsi parte civile nel processo dovrebbe essere un dovere, non una scelta discrezionale. Non farlo equivale a voltare le spalle a quei cittadini che hanno denunciato, a chi ha avuto il coraggio di sfidare un sistema incancrenito.

Anche perché la mancata costituzione come parte civile può avere conseguenze gravi. Non solo in termini di immagine e credibilità – già oggi fortemente compromesse – ma anche in termini concreti: il Comune rinuncerebbe a chiedere un risarcimento per i danni subiti dalla collettività, lasciando campo libero a chi ha, secondo l’accusa, danneggiato la città con pratiche scorrette o illegittime.

Chi governa, oggi, ha la responsabilità di scegliere: o stare dalla parte della legalità, della trasparenza e del rispetto per la comunità, o continuare a proteggere un apparato burocratico che ha già mostrato tutte le sue falle. Il tempo delle ambiguità è finito. Il Movimento 5 Stelle – che ha fatto della lotta alla corruzione e alla mala amministrazione un punto identitario – non può permettersi ulteriori tentennamenti.

Se davvero Furore e i suoi colleghi vogliono cambiare le cose, lo dimostrino. Subito. Con atti concreti, non con annunci da campagna elettorale permanente. Perché la città non può più aspettare. E non perdonerà chi, potendo intervenire, ha scelto di tacere.

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