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Capitanata:Gargano in fiamme ogni estate lo stesso disastro, ogni anno le stesse promesse

Ancora una volta il Gargano brucia. Ancora una volta assistiamo impotenti allo scempio di ettari ed ettari di pineta e macchia mediterranea che vanno in fumo, come è accaduto nelle scorse ore a Marina di Chieuti. E ancora una volta, come un copione già scritto e recitato, politici e amministratori rilasciano dichiarazioni rassicuranti, parlano di investimenti e di interventi futuri. Ma intanto il fuoco corre più veloce delle parole e consuma ciò che resta di uno dei patrimoni naturalistici più importanti del Sud Italia.

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Il disastro ambientale che ha colpito Marina di Chieuti non è un caso isolato, ma parte di una drammatica consuetudine estiva che riguarda tutto il Gargano e la provincia di Foggia. Le fiamme divampano, gli interventi arrivano in ritardo e il territorio continua a pagare il prezzo di una disorganizzazione cronica a livello regionale. La Regione Puglia, guidata da Michele Emiliano, sembra non riuscire a dotarsi degli strumenti necessari per contrastare in modo efficace un fenomeno che si ripete puntualmente ogni estate.

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Nonostante le dichiarazioni ufficiali – l’ultima delle quali annuncia un investimento di 10 milioni di euro per una flotta autonoma di canadair entro il 2028 – la realtà è ben diversa. La Puglia è infatti una delle tre regioni italiane a non avere ancora una propria flotta aerea antincendio. Questo significa che, ogni volta che divampa un rogo, si deve attendere l’arrivo dei mezzi da altre regioni, con evidenti ritardi che possono risultare fatali per la vegetazione, la fauna, e spesso anche per la sicurezza dei cittadini.

La sensazione, ormai diffusa tra residenti e imprenditori locali, è quella di essere abbandonati dalle istituzioni. Ogni anno si sentono le stesse frasi: “Stiamo intervenendo”, “Abbiamo stanziato fondi”, “Abbiamo un piano”. Ma la realtà è sotto gli occhi di tutti: i roghi aumentano, le pinete scompaiono, e la Regione continua a muoversi con lentezza inaccettabile. I proclami servono solo a placare momentaneamente l’opinione pubblica e a tacitare chi vive e lavora sul territorio.

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In tutto questo, il silenzio – o peggio, l’indifferenza – dei politici locali è assordante. Sembrano non conoscere il territorio che rappresentano, non comprenderne le esigenze, non cogliere l’urgenza di una strategia concreta ed efficace. Anche in questo campo, come in quello della crisi idrica o della sanità, manca una visione di governo capace di prevenire, pianificare, risolvere.

E così, mentre la macchia mediterranea continua a essere cancellata da mani criminali e da un sistema inefficiente, la politica regionale continua a dimostrare di non essere all’altezza del compito. La mancanza di una flotta aerea, la lentezza delle risposte, l’assenza di un piano strutturato di prevenzione e intervento sono le vere cause di questi disastri annunciati.

Serve un cambio di passo. Serve serietà, programmazione, responsabilità . Altrimenti, anche l’anno prossimo ci ritroveremo a scrivere – e a leggere – lo stesso articolo, con gli stessi toni, la stessa rabbia e la stessa impotenza.

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