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Basilicata-Potenza:Maxi blitz all’alba sgominata rete criminale tra Basilicata e Puglia. Arrestato l’imprenditore Liseno, sequestri per 180 milioni


Potenza – Cerignola – Lavello, 1 luglio 2025 – È scattata alle prime luci dell’alba una vasta operazione della Direzione Distrettuale Antimafia che ha disarticolato un sodalizio criminale radicato tra Basilicata, Puglia e Lombardia. Nove le persone raggiunte da misure cautelari – sette in carcere e due ai domiciliari – accusate di associazione per delinquere finalizzata al riciclaggio, rapine a mano armata, frode fiscale e reati aggravati dal metodo mafioso.

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Figura di spicco tra gli arrestati è Antonio Liseno, 57 anni, noto imprenditore di Lavello (PZ), indicato dagli inquirenti come il fulcro di una rete imprenditoriale fittizia costruita per reinvestire i proventi delle rapine ai portavalori e di altri reati gravi messi a segno da clan della criminalità foggiana, in particolare quelli cerignolani.

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Gli arrestati e i legami criminali
Oltre a Liseno, tra i nomi finiti in carcere spiccano Pasquale Saracino, 50 anni, detto “Lino U’ Nerg”, e Sante Cartagena, 67 anni, entrambi originari di Cerignola e già noti alle forze dell’ordine. Saracino, in particolare, è considerato un pezzo da novanta della malavita locale, più volte colpito da sequestri milionari negli ultimi anni. Gli inquirenti lo ritengono specializzato negli assalti ai tir e ai portavalori, attività che sarebbero servite a generare i capitali poi riciclati tramite le società “pulite” gestite da Liseno.

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Gli altri arrestati in carcere sono:

Angelo Finiguerra, 52 anni, Lavello
Mariagrazia Filomena Merra, 47 anni, Lavello
Nicola Dileo, 25 anni, Cerignola
Pietro Gervasio, 47 anni, Cerignola
Ai domiciliari sono finiti:

Sonia Finiguerra, 25 anni, Lavello
Franco Mauro Via, 55 anni, Lavello
Sequestri per 180 milioni: colpito l’impero imprenditoriale
L’indagine, condotta dal 2017, ha portato al sequestro del compendio aziendale di 11 società, per un valore complessivo di circa 170 milioni di euro, a cui si aggiungono beni mobili, immobili e disponibilità finanziarie per ulteriori 10 milioni. Il provvedimento è stato emesso dal GIP di Potenza su richiesta della Procura Distrettuale Antimafia.

Sotto sequestro sono finite anche due società note a livello nazionale:

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SG S.p.A., attiva nel commercio elettronico
Glam’Our Italia S.r.l., operante nel settore della telefonia
Ma il colpo più pesante per Liseno riguarda il sequestro dell’intero compendio aziendale dell’Hotel San Barbato Resort SPA & Golf, lussuosa struttura extra-lusso costruita a Lavello, il cui assetto proprietario – secondo gli inquirenti – era stato recentemente trasferito a una società torinese, la SB S.r.l., sempre riconducibile a Liseno.

Il sistema: società cartiere, prestanome e appalti pilotati
Secondo la ricostruzione investigativa, il gruppo faceva capo a una struttura criminale assimilabile a un’azienda, con ruoli ben definiti e una catena di comando rigida. Le attività di Liseno erano formalmente “pulite”, ma – secondo le accuse – servivano a reinvestire denaro sporco proveniente da rapine, furti e traffici illeciti.

Molti lavori pubblici e privati, tra cui quelli per la realizzazione dell’Hotel San Barbato, sarebbero stati affidati a società edili compiacenti, intestate a prestanome o costituite ad hoc, per coprire il reale flusso dei capitali.

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L’affare delle mascherine durante la pandemia
Non solo edilizia e turismo: durante la pandemia Liseno avrebbe speculato su dispositivi di protezione individuale, accumulando e vendendo oltre 13 milioni di mascherine a prezzi gonfiati, approfittando della crisi sanitaria e della scarsità di prodotti sul mercato.

Il al carburante: rapina da 50.000 euro
Nell’ordinanza emerge anche un episodio di rapina aggravata avvenuto nel 2023, quando due degli arrestati – Nicola Dileo e Pietro Gadaleta – avrebbero assaltato un autotrasportatore sottraendogli una cisterna contenente 36.000 litri di carburante, per un valore stimato attorno ai 50.000 euro. Il carburante sarebbe poi stato rivenduto tramite un circuito illecito di distribuzione parallela.

L’operazione
Per l’esecuzione delle misure cautelari sono stati impiegati oltre 200 uomini tra Polizia di Stato, Guardia di Finanza e unità cinofile antivaluta e antidroga provenienti da Napoli. Numerose perquisizioni sono state effettuate in Basilicata, Puglia e Lombardia, dove il gruppo manteneva interessi e appoggi logistici.

Le parole della Procura
In una nota, la DDA di Potenza ha definito il sodalizio “una struttura imprenditoriale criminale, capace di muoversi con flessibilità e mimetismo nel tessuto economico legale”.

“Liseno – si legge – si presentava come imprenditore rispettabile, ma in realtà svolgeva un ruolo di cerniera tra economia legale e criminalità organizzata, reinvestendo capitali illeciti con sofisticate operazioni societarie”.
Prossimi sviluppi
L’inchiesta resta aperta e non si escludono nuovi arresti o ulteriori sequestri. La Procura sta approfondendo il ruolo di altre figure imprenditoriali e professionisti che avrebbero fornito copertura legale e finanziaria al sistema.

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