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Foggia: Capitanata al Collasso La Sicurezza è un Deserto, il SAP lancia un Urlo di Protesta

Una denuncia senza mezzi termini scuote oggi la provincia di Foggia: il sistema sicurezza è in ginocchio, fragile e abbandonato a sé stesso. È il Sindacato Autonomo di Polizia (SAP) a mettere nero su bianco la realtà drammatica che si vive quotidianamente sul territorio. In un comunicato stampa diffuso il 30 giugno 2025, la segreteria provinciale guidata da Giuseppe Vigilante lancia un grido d’allarme che non può più essere ignorato.

Organici dimezzati, territorio allo sbando

Con parole di fuoco, il SAP denuncia lo svuotamento continuo e ingiustificato degli organici, che oggi sono ridotti a metà rispetto alle necessità teoriche. A Foggia mancano almeno 80 agenti, una voragine insanabile che mette in ginocchio ogni forma di controllo e prevenzione. “Come si può garantire la sicurezza in queste condizioni? Come contrastare la criminalità organizzata, che si muove indisturbata tra le nostre strade?”, si domanda Vigilante, con una lucidità dolorosa.

La realtà parla da sé: la città è ormai un teatro di sangue e violenza. Omicidi, rapine, incendi di auto e danneggiamenti ai negozi sono diventati quotidiani, un bollettino di guerra che dovrebbe scuotere le coscienze a Roma, ma invece sembra cadere nel vuoto. I palazzi del potere sembrano ciechi di fronte a questa emergenza.

Zero nuovi agenti, commissariati allo stremo

La denuncia del SAP si fa ancora più dura quando si analizzano le recenti assegnazioni di personale disposte dal Ministero dell’Interno. I numeri sono impietosi: nessun nuovo agente per la Questura di Foggia, zero rinforzi per i commissariati di Manfredonia e Cerignola, solo tre per San Severo. Polfer e Polpost a secco, pochissimi gli incrementi a Lucera e Polizia Stradale. È un taglio netto e senza scuse, che lascia scoperti i punti nevralgici di un territorio tra i più delicati d’Italia per ordine pubblico.

Chi conosce la storia della mafia foggiana sa bene quanto la violenza criminale sia radicata e aggressiva. Non è più tempo di tergiversare, ma di agire concretamente.

Ridurre i servizi? Un paradosso che diventa minaccia

Con un’amara ironia, il comunicato si chiude con una proposta estrema e provocatoria: ridurre i servizi di polizia, fino a quando non verranno inviati agenti in numero sufficiente. Un modo forte per “rendere visibile l’invisibile”, per far capire che senza personale non è possibile garantire una presenza costante e capillare sul territorio. Perché, a meno che qualcuno non possieda il dono della clonazione, gli agenti attuali non possono moltiplicarsi.

Un appello disperato, un ultimatum alle istituzioni

Questa denuncia non è solo un atto sindacale, ma un vero e proprio ultimatum. È un appello alla responsabilità delle istituzioni centrali: il grido che arriva da Foggia non può più essere ignorato. La sicurezza non è un lusso, è un diritto fondamentale di ogni cittadino e una condizione essenziale per la convivenza civile.

Se lo Stato decide di voltare lo sguardo altrove, accetti il rischio di una Capitanata sempre più abbandonata a sé stessa, una terra dove il crimine avanza impunito e la legalità arretra sotto i colpi della negligenza politica.

Ora basta. Servono fatti concreti, subito.

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