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Vieste(FG): Scoperto sistema di assenteismo e truffe all’Istituto “Enrico Mattei”: 33 indagati

Vieste (FG) – Un presunto e articolato sistema di assenteismo e truffe ai danni della pubblica amministrazione è stato smascherato dalla Guardia di Finanza presso l’Istituto professionale per l’enogastronomia e l’ospitalità alberghiera “Enrico Mattei” di Vieste. Al termine di una complessa indagine, condotta sotto la direzione della Procura della Repubblica di Foggia, i finanzieri della Tenenza locale hanno notificato l’avviso di conclusione delle indagini preliminari a 33 persone, tra dipendenti e incaricati di pubblico servizio.

Nel mirino dell’inchiesta sono finiti bidelli, cuochi e personale amministrativo della scuola, accusati di truffa aggravata ai danni dell’amministrazione. Le accuse si basano su numerosi episodi di presunte assenze ingiustificate durante l’orario di lavoro.

Uscite non autorizzate per affari personali
Secondo quanto emerso dalle indagini, alcuni degli indagati si sarebbero ripetutamente allontanati dal posto di lavoro senza alcuna autorizzazione, omettendo intenzionalmente di timbrare il badge. Le assenze, ricostruite anche grazie all’uso di riprese video e controlli incrociati, venivano impiegate per svolgere attività private: dalla spesa al mercato rionale, alle pause al bar o acquisti in negozi locali, tutto durante l’orario di servizio.

Coinvolti anche addetti alla gestione dei badge
A rendere ancora più grave il quadro investigativo, il coinvolgimento di un incaricato della gestione delle presenze, che insieme alla moglie, anch’essa indagata, avrebbe falsificato i registri orari. I due, secondo l’accusa, avrebbero coperto le assenze dei colleghi, truccando le rendicontazioni e facendo apparire regolari presenze mai avvenute.

La “disinfestazione fantasma” e altri illeciti
Nel corso delle indagini, le Fiamme Gialle hanno scoperto anche un ulteriore episodio irregolare: un servizio di disinfestazione affidato a una ditta esterna, regolarmente retribuito dall’istituto, non sarebbe mai stato effettivamente svolto. Tre persone sono state segnalate alla magistratura per ipotesi di truffa, mentre l’impresa appaltatrice dovrà rispondere per presunte violazioni amministrative ai sensi del Decreto Legislativo 231/2001, che disciplina la responsabilità degli enti.

Prossimi passi giudiziari
Gli avvisi di conclusione delle indagini non rappresentano una condanna, ma un passaggio formale dell’inchiesta. Tutti gli indagati restano, infatti, presunti innocenti fino a eventuale sentenza definitiva, come sancito dalla Costituzione.

La Guardia di Finanza ha evidenziato come l’operazione si inserisca in un più ampio impegno per il contrasto agli sprechi nella pubblica amministrazione. “Difendere l’onorabilità dei tanti dipendenti pubblici che svolgono con dedizione il proprio lavoro è essenziale – si legge in una nota – soprattutto in un momento storico in cui la trasparenza e l’efficienza delle istituzioni rappresentano un pilastro per la fiducia dei cittadini.”

L’attenzione ora passa alla magistratura, che dovrà valutare se e quali rinvii a giudizio procedere nei confronti degli indagati.

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