Tari 2025 a Foggia: un “adeguamento” che pesa sulle tasche dei cittadini
Ormai è diventata una prassi: ogni nuova amministrazione comunale, qualunque sia il colore politico, porta con sé l’aumento della Tari, la tassa sui rifiuti. Nel 2025 tocca ancora una volta ai cittadini di Foggia fare i conti con un incremento, quantificato in media tra i 15 e i 20 euro annui per utenza, domestica o non domestica. Un rincaro pari al 4-4,5%, definito “adeguamento” dall’assessore al Bilancio Davide Emanuele.
Ma adeguamento a cosa, esattamente?
Il Consiglio comunale ha approvato le nuove tariffe con 18 voti favorevoli, 8 contrari e un astenuto. Eppure, anche all’interno della maggioranza, non sono mancate le assenze “strategiche” — un eufemismo che nasconde i malumori nel campo largo, dove alcuni consiglieri sarebbero stati “richiamati all’ordine” per garantire il numero legale. Un’immagine poco edificante, che mostra una maggioranza appesa ai numeri e lontana da una visione condivisa.
Un servizio che costa troppo… e rende poco
Il motivo dell’aumento?
Il solito: il servizio costa di più. La spesa complessiva per la gestione dei rifiuti è aumentata di 1,3 milioni di euro, e secondo le regole vigenti, la Tari deve coprire integralmente questo costo. Ma il problema non è solo nella cifra — che è alta — quanto nella sua ripartizione e nella qualità del servizio che si riceve in cambio.
Il consigliere Giuseppe Mainiero ha denunciato che Foggia paga 250 euro a tonnellata per smaltire circa 50mila tonnellate di indifferenziata, un totale che si aggira intorno ai 12,5 milioni di euro. Una cifra che dovrebbe fare inorridire chiunque. Secondo Mainiero, il corrispettivo ad Amiu (la società incaricata del servizio) è “sovrastimato”, soprattutto se si guarda alla qualità della raccolta e alla presenza, a suo dire, di meno di 25 operatori ecologici impegnati nello spazzamento. L’Amministrazione smentisce: gli operatori sarebbero 70, ma il dato è controverso e lascia spazio a dubbi legittimi.
Francesco Strippoli (M5S) si è affrettato a difendere la gestione, arrivando a sostenere che “il servizio è stato finalmente erogato nella sua totalità”. Ma a Foggia, dove i cassonetti rotti e l’accumulo dei rifiuti sono ancora una realtà quotidiana, queste affermazioni suonano più come provocazioni che rassicurazioni.
Un sistema fuori controllo
Le critiche più severe arrivano da chi conosce il sistema “da dentro”. Pasquale Ciruolo, consigliere comunale, mette sotto accusa il sistema stesso: è l’Arera (Autorità di regolazione per energia, reti e ambiente) a dettare le regole per il piano economico-finanziario, mentre è Ager Puglia a ridefinirlo di anno in anno. I comuni, di fatto, non hanno autonomia. Una denuncia pesante, che punta il dito contro una burocrazia centralizzata e tecnocratica, che svuota la politica locale della sua funzione più importante: decidere per i cittadini.
Le promesse (non mantenute) e il paradosso della differenziata
Il contratto con Amiu prevede il raggiungimento del 65% di raccolta differenziata, ma siamo ancora fermi — secondo la stessa sindaca Episcopo — al 24% circa. E mentre l’indifferenziata cala del 10%, i dati restano impietosi. Se questi risultati vengono considerati un successo, viene da chiedersi quale sia il metro di giudizio adottato. Come ha amaramente commentato qualcuno, “se questi sono dati positivi, allora nessuno riesce più a fare 2+2”.
Nel frattempo, il servizio di raccolta domenicale resta sospeso, per contenere i costi. Una scelta che ha senso contabile, ma che peggiora ulteriormente la percezione del servizio.
Le agevolazioni: sollievo o elemosina?
Sul fronte sociale, il Comune ha recepito il cosiddetto “Bonus Conte”, che prevede una riduzione del 25% della Tari per i nuclei familiari più fragili. È una misura giusta, certo, ma anche qui non mancano le polemiche. Mainiero osserva che il bonus sarà coperto dal bilancio comunale e, indirettamente, da chi non ne beneficerà: “Conte fa la solidarietà con i soldi degli altri”, ha detto con sarcasmo. È vero che il costo per il Comune sarà relativamente basso (30mila euro), ma resta il principio: le agevolazioni dovrebbero venire dallo Stato, non da una redistribuzione imposta a bilancio chiuso.
Proposte e contraddizioni
Non mancano le proposte alternative, come quelle del consigliere Di Mauro (Forza Italia), che ha avanzato emendamenti per la riduzione del 5% a chi paga tramite conto corrente e per l’esenzione per nuovi operatori dei mercati rionali. Buone idee, ma per ora solo sulla carta.
La sindaca Episcopo ha assicurato “una tensione continua verso i livelli migliorativi”. Ma l’unica cosa che, per ora, sembra migliorare con costanza è la Tari.
A Foggia si continua a pagare tanto per un servizio ritenuto da molti insoddisfacente. Le responsabilità si dividono tra politica locale, gestore del servizio, autorità di controllo e normativa nazionale. Ma intanto, chi paga — nel vero senso della parola — sono sempre i cittadini. Quelli che non vedono miglioramenti tangibili sotto casa, che convivono con i disservizi e che, ogni anno, ricevono una bolletta più pesante accompagnata dalla solita giustificazione: “è un adeguamento”.
Un adeguamento che ha il sapore di una rassegnazione collettiva.

