Foggia:Una casa popolare contesa, un’anziana senza più un tetto. Chi tutela i diritti degli anziani e il corretto utilizzo dell’edilizia pubblica?
Riceviamo e pubblichiamo una nota giunta alla nostra redazione, che solleva interrogativi urgenti e richiama l’attenzione su una vicenda familiare con risvolti sociali e legali molto delicati,non pubblichiamo i dati salvo per le autorità competenti.
“Quasi quarant’anni fa i miei genitori ottennero una casa popolare in via Vieste, lotto 511, a Foggia. Cinque anni fa fu chiesta la residenza per il figlio di mia sorella, con la motivazione di fornire assistenza agli anziani genitori. Le utenze furono intestate a suo nome. Tuttavia, questo nipote non ha mai realmente abitato con i nonni né ha prestato assistenza.
Sedici mesi fa è venuto a mancare mio padre, all’età di 85 anni, affetto da demenza senile. Mia madre, oggi ultraottantenne, è da tempo in condizioni fragili e alterna periodi a casa a ricoveri presso l’istituto Don Uva. Ora non le è più possibile tornare nella sua abitazione, perché il nipote ha assunto di fatto il controllo della casa.
Non solo: il conto corrente di mia madre è stato completamente prosciugato in questi 16 mesi. Le mie sorelle ora propongono il suo ricovero definitivo in una RSA, ma la casa popolare – destinata originariamente ai nostri genitori – è oggi occupata da chi non ne ha né il titolo né la necessità. Il nipote e la sua compagna convivono lì stabilmente e, pur lavorando entrambi, hanno appena avuto un altro figlio. La loro primogenita è già maggiorenne.
Riteniamo che questa situazione sia profondamente ingiusta. Una casa popolare dovrebbe essere destinata a chi ne ha davvero bisogno. Chiediamo un intervento celere e corretto delle autorità competenti. Mia madre si ritrova oggi senza casa, senza risparmi e senza tutela. È giusto che finisca così la vita di una donna che ha sempre rispettato le regole?”
Le domande che pone questa segnalazione sono molteplici e urgenti:
Chi ha oggi realmente titolo per abitare in quella casa popolare?
È legittimo che un parente acquisisca il controllo di un alloggio popolare senza averne diritto né aver assolto agli obblighi di assistenza dichiarati?
Quali verifiche sono state fatte dai servizi sociali o dagli enti che gestiscono l’edilizia residenziale pubblica?
Chi tutela oggi le persone anziane, fragili, con scarse risorse, che si trovano a vivere situazioni come questa?
Esistono responsabilità civili o penali per l’uso improprio del patrimonio pubblico e per la gestione anomala del denaro di un’anziana incapace di autodifendersi?
La redazione si unisce alla richiesta di chiarezza e giustizia. Il tema tocca il diritto alla casa, alla dignità dell’anziano e alla corretta destinazione dell’edilizia popolare, oggi più che mai necessaria per tante famiglie in difficoltà.
Ci auguriamo che le autorità locali, i servizi sociali e gli enti competenti vogliano approfondire la vicenda e garantire una soluzione giusta e tempestiva.Youfoggia.com rimane a disposizione per eventuali richieste delle autorità competenti.

