Esteri:Gli Stati Uniti colpiscono tre siti nucleari in Iran escalation drammatica del conflitto in Medio Oriente
di [Cesare Bifaro]
Washington/Teheran – 22 giugno 2025 – La crisi mediorientale ha subito una drammatica accelerazione nelle ultime ore. Gli Stati Uniti hanno colpito tre impianti nucleari iraniani in un attacco militare mirato che rischia di infiammare definitivamente la già instabile regione. A confermare l’azione è stato direttamente il presidente Donald Trump, tornato protagonista della scena politica statunitense, che ha comunicato l’operazione seguito da un discorso ufficiale dalla Casa Bianca.
Gli obiettivi colpiti sono stati gli impianti di Isfahan, Natanz e Fordow, tre nodi centrali del controverso programma nucleare iraniano. Teheran ha ammesso i bombardamenti ma ha garantito che «le operazioni nucleari non si fermeranno». La controffensiva iraniana non si è fatta attendere: all’alba, una raffica di missili è stata lanciata contro Israele, colpendo in particolare Tel Aviv e Haifa, con un bilancio provvisorio di almeno 18 feriti e due edifici ridotti in macerie.
Le motivazioni dell’attacco USA
Secondo quanto riferito da fonti del Pentagono, gli attacchi sono stati coordinati in stretto contatto con l’intelligence israeliana. Israele, da settimane impegnato in una campagna aerea contro le infrastrutture militari e missilistiche iraniane, avrebbe richiesto il supporto statunitense per colpire obiettivi sotterranei ritenuti inaccessibili con i propri mezzi.
Gli Stati Uniti hanno dunque impiegato bombardieri stealth dotati di bombe bunker buster da oltre 13.500 chilogrammi, le uniche in grado di penetrare le profonde strutture di Fordow. Secondo fonti di Fox News, sei bombe di questo tipo sono state usate contro quel sito specifico, mentre 30 missili Tomahawk sono stati lanciati da sottomarini americani contro Isfahan e Natanz.
Trump ha giustificato l’attacco come «una necessaria azione preventiva» per impedire all’Iran di «raggiungere la capacità di costruire armi nucleari». Ha poi avvertito Teheran: «Ogni attacco contro gli Stati Uniti sarà considerato un’aggressione diretta. Siamo pronti a rispondere in modo devastante».
Reazioni e rischi globali
L’Iran, dal canto suo, ha chiesto una riunione d’urgenza del Consiglio di Sicurezza dell’ONU, accusando apertamente Washington e Tel Aviv di aver violato il diritto internazionale colpendo «impianti civili per l’arricchimento dell’uranio». Il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi ha parlato di «atto criminale» e ha dichiarato che Teheran «si riserva ogni diritto alla legittima difesa».
Numerose capitali internazionali hanno reagito con preoccupazione. Mosca e Pechino hanno condannato fermamente l’azione militare, mentre l’Unione Europea ha chiesto «un cessate il fuoco immediato» e l’avvio di «negoziati urgenti». Sul fronte interno, negli USA, le reazioni sono state contrastanti: i repubblicani hanno elogiato l’operazione, mentre diversi esponenti democratici hanno parlato di «una mossa irresponsabile che rischia di trascinare il mondo in una guerra su larga scala».
Escalation inarrestabile?
Il timore di una guerra regionale – o peggio, globale – è ora concreto. Con Israele sotto attacco diretto, l’Iran ferito e l’America completamente coinvolta, il rischio di una spirale incontrollabile appare altissimo. Gli analisti avvertono: se le potenze mondiali non interverranno diplomaticamente con urgenza, il conflitto potrebbe estendersi oltre ogni previsione.

