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Foggia: Lavoratori del verde in sciopero aggiudicazioni delle gare con forti ribassi con “Paghe da fame e la città sta nel degrado”

FOGGIA – A Foggia, i lavoratori della manutenzione del verde hanno deciso di far sentire la loro voce. Un sit-in pacifico ma determinato ha avuto luogo davanti al Comune, in Corso Garibaldi, dalle 9 alle 13, per denunciare le condizioni di lavoro e salariali ormai insostenibili. Alla base della protesta: una paga oraria che sfiora appena i 7 euro netti per 30 ore settimanali, che si traducono in uno stipendio mensile inferiore ai 1000 euro.

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Sono 29 gli operatori inquadrati oggi come “lavoratori multiservizi”, ex braccianti della cooperativa “Foggia Più Verde” e provenienti in gran parte dalle cooperative sociali nate ai tempi dell’amministrazione Agostinacchio. Oggi operano sotto la gestione della società Tre Fiammelle, nell’ambito dell’appalto pubblico per la manutenzione del verde urbano, aggiudicato dal Cns (Consorzio Nazionale Servizi), il cui contratto scadrà a novembre.

La situazione è il risultato di un sistema di appalti in cui a vincere non è la qualità, ma il ribasso economico. Le aziende offrono sconti significativi per aggiudicarsi il lavoro, ma a farne le spese sono i dipendenti: salari minimi, carichi di lavoro crescenti e zero stabilità. Una dinamica ben nota, ma troppo spesso ignorata o volutamente nascosta.

“La città è in uno stato di degrado evidente – denuncia Ferdinando, uno degli operatori – piena di erbacce, sporca, abbandonata. Il personale è sottodimensionato rispetto alla vastità del territorio da coprire. La città si è espansa negli anni, ma le zone bianche, che non erano inizialmente previste, sono diventate comunque di nostra competenza”.

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Lo sciopero è stato proclamato dalla Filcams Cgil di Foggia, che da tempo chiede all’amministrazione comunale un adeguamento del bando, l’estensione delle aree verdi da gestire e la stabilizzazione dei lavoratori part-time. “L’appalto assegnato durante il commissariamento prefettizio – spiega la segretaria generale Angela Villani – aveva escluso numerose aree verdi, riducendo le ore e lasciando i lavoratori in condizioni di estrema precarietà. L’azienda aveva promesso di aumentare le ore solo in caso di una nuova perimetrazione. Ma da un anno siamo fermi alle promesse”.

Nel frattempo, le aziende vincitrici degli appalti continuano a vantare la gestione del servizio, omettendo però un dato cruciale: il reale costo orario del lavoro per ogni singolo dipendente. Un’informazione che rimane nel silenzio, insieme alla voce di chi, con fatica, ogni giorno cerca di prendersi cura del verde pubblico cittadino con mezzi e retribuzioni del tutto insufficienti.

A novembre l’appalto del Cns scadrà e l’auspicio dei lavoratori è che si volti finalmente pagina. Che si pensi a un bando nuovo, che tenga conto non solo delle esigenze economiche delle aziende, ma soprattutto della dignità di chi lavora e della qualità della vita urbana.

Foggia merita più verde, più decoro, ma soprattutto più rispetto per chi quel verde lo cura ogni giorno.

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