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Torremaggiore(FG): L’incendio dell’auto dell’assessore Quaranta scuote la città “Non arretrerò di un passo”


Da paese tranquillo e marginalmente toccato dalla cronaca, Torremaggiore si sta trasformando in un inquietante punto caldo della Capitanata. Un cambiamento che non può più essere ignorato, e che preoccupa cittadini e istituzioni.

Nella notte tra domenica 15 e lunedì 16 giugno, intorno alle 3.30, ignoti hanno dato alle fiamme l’auto dell’assessore comunale alla Cultura e al Bilancio, Enzo Quaranta. L’episodio è avvenuto in zona San Matteo: la Chevrolet dell’assessore è stata completamente distrutta dalle fiamme, nonostante il tempestivo intervento dei Vigili del Fuoco. La natura dolosa del gesto appare evidente fin da subito, e le indagini dei Carabinieri sono già in corso.

Quaranta, storico esponente del Partito Democratico e figura molto attiva nella vita culturale del paese, si è distinto negli ultimi mesi per aver promosso eventi di rilievo come la mostra Il Cristo Bruciato, ospitata nel Castello Ducale De Sangro, e Banksy or Not Banksy, prevista per il 20 giugno. Un impegno culturale che sembra aver dato fastidio a qualcuno.

“Confido nelle indagini, certo che si risalirà ai responsabili del gesto. L’evento della scorsa notte non scalfisce minimamente il mio operato, men che meno il mio impegno per Torremaggiore”, ha dichiarato l’assessore. “Probabilmente a qualcuno può dar fastidio il lavoro portato avanti in questi mesi e i risultati ottenuti con l’amministrazione comunale, ma non intendo arretrare di un solo passo. Proseguirò con la determinazione di sempre, con impegno e costanza, per la mia città e per l’intera Capitanata”.

Un’escalation preoccupante
L’attentato incendiario contro un rappresentante delle istituzioni locali è solo l’ultimo di una serie di episodi che stanno disegnando un quadro allarmante: omicidi, rapine, attentati, incendi dolosi nei campi agricoli. Un’escalation che ha ormai infranto l’illusione di una Torremaggiore immune da certi fenomeni.

Il segnale lanciato dalla criminalità — perché di questo si tratta — è chiaro: colpire la politica, colpire chi amministra, colpire chi fa cultura. È un messaggio inquietante che impone una riflessione seria non solo alle istituzioni, ma all’intera comunità.

Quali conseguenze per il futuro?
Questo episodio avrà inevitabilmente ricadute sull’intero tessuto sociale del paese. In primis, sul clima di fiducia tra cittadini e amministrazione, e sulla percezione di sicurezza. Ma ci sono anche timori legati alla libertà d’azione degli amministratori: chi si occuperà ancora con coraggio di cultura, di bilancio, di sviluppo locale, sapendo che si rischia di finire nel mirino?

È fondamentale che lo Stato dia una risposta forte, visibile, e tempestiva. Il rischio, altrimenti, è quello di assistere a un lento, pericoloso arretramento della legalità e della presenza istituzionale sul territorio.

Torremaggiore non può diventare ostaggio della paura. E questo atto vile non deve restare impunito.

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