Foggia:Una bomba sulla testa del Comune maxi condanna da oltre 27 milioni di euro. Ora l’amministrazione rischia grosso
FOGGIA – Una vera e propria “bomba giudiziaria” è esplosa sul Comune di Foggia. Con una sentenza pesantissima, pubblicata il 16 giugno 2025, il Tribunale di Bari – Sezione Specializzata in materia d’Impresa – ha condannato in solido il Comune e 14 tra ex amministratori, dirigenti e loro eredi al pagamento di 27.498.334,25 euro, oltre interessi e rivalutazione, in favore della Curatela del Fallimento Amica S.p.A. in liquidazione, la società municipalizzata per i rifiuti fallita anni fa.
Una decisione storica che rischia di travolgere l’equilibrio contabile e politico dell’intera amministrazione comunale.
I fatti e la sentenza.
Il processo, avviato nel 2015, ha avuto al centro la gestione fallimentare e le gravi responsabilità contestate nella gestione dell’Amica S.p.A. Il Tribunale ha accertato una serie di condotte gravemente lesive del patrimonio pubblico, attribuendo a vario titolo la responsabilità patrimoniale non solo al Comune di Foggia, ma anche a ex amministratori, funzionari e ai loro eredi.
Nella sentenza si legge che il Comune di Foggia è condannato a rispondere interamente dell’importo di 27 milioni di euro, mentre le responsabilità individuali sono state attribuite in quote che vanno da quasi 19 milioni di euro a carico di alcuni soggetti, fino a importi minori per altri.
Tra i nomi citati: Aimola Elio, gli eredi di Milano Michele, Balestrucci Saverio, Brigida Luigi e Paola, Zingrillo Maria Teresa, Murgolo Lucia, Cangelli Fabrizio, Marconi Carlo, Simone Michele, Pecorella Dora e Marasco Giuseppe, Mancaniello Mario e Salvato Giuseppe. Alcuni rispondono anche per importi superiori alla metà del danno totale. Assolti, invece, Stasi Fortunato e Santamaria Pasquale, nei cui confronti le domande della Curatela sono state rigettate.
Ora cosa succede? Il Comune a rischio default?
La sentenza, immediatamente esecutiva, apre uno scenario drammatico. L’amministrazione dovrà necessariamente portare in Consiglio Comunale una variazione di bilancio per reperire le risorse necessarie. Parliamo di una cifra che potrebbe far saltare l’equilibrio finanziario dell’ente, già provato da anni di criticità contabili e procedimenti di risanamento.
Si profila l’ipotesi di un dissesto finanziario? Non è escluso, se non si troveranno in tempi rapidi soluzioni straordinarie, come un fondo straordinario ministeriale, un piano di rientro pluriennale o addirittura il commissariamento.
Chi pagherà davvero?
Se da un lato il Comune è condannato in solido e dunque responsabile in toto verso la Curatela, dall’altro lato potrà agire in rivalsa nei confronti dei soggetti anch’essi condannati, per recuperare parte delle somme. Ma la reale possibilità di incassare questi importi, visti i lunghi tempi della giustizia civile e la possibile mancanza di disponibilità economiche dei singoli, resta tutta da verificare.
Nel frattempo, però, saranno i cittadini a rischiare di pagare il prezzo più alto, in termini di aumento della pressione fiscale, tagli ai servizi e perdita di fiducia nelle istituzioni.
Una sentenza che pesa come un macigno
Quanto deciso dal Tribunale di Bari segna uno spartiacque per la città di Foggia. È il punto d’arrivo di una stagione oscura nella gestione della cosa pubblica, ma anche l’inizio di una nuova fase, in cui la trasparenza e la responsabilità politica e amministrativa devono tornare al centro dell’agenda.
Il Consiglio comunale sarà ora chiamato ad affrontare una delle sfide più difficili degli ultimi decenni. Chi ha sbagliato, dovrà rispondere. Ma l’intera comunità ha il diritto di sapere cosa accadrà ora. E soprattutto: chi pagherà davvero questo conto salatissimo?

