Foggia:Sanità al collasso sul Gargano la crisi continua, il turismo trema
Nel cuore di una delle perle del turismo italiano, il Gargano, la sanità continua a mostrare i segni di una crisi profonda e ormai strutturale. Con l’arrivo dell’estate, il problema si fa ancor più acuto: migliaia di turisti si preparano a invadere le località costiere della provincia di Foggia, ma il sistema sanitario locale non è pronto ad affrontare l’ondata.

Questa mattina si è tenuto l’ennesimo incontro in Prefettura a Foggia per tentare di arginare un’emergenza che si ripete puntualmente ogni anno. Presenti al tavolo i sindaci dei comuni coinvolti, tra cui Giuseppe Nobiletti – in duplice veste di primo cittadino di Vieste e presidente della Provincia – e i vertici della ASL Foggia, con in testa il direttore Antonio Nigri. Le proposte sul piatto? Incentivi economici per attirare personale sanitario nei mesi più critici e l’ipotesi di richiamare medici in servizio da altri territori.

Soluzioni-tampone, ma la ferita resta aperta
Le misure prospettate, tuttavia, non convincono gli amministratori locali. “Non bastano rattoppi temporanei – ha dichiarato Nobiletti – servono interventi strutturali. Siamo di fronte a una crisi che dura da anni, e che non può essere affrontata solo nei mesi estivi”. Le parole del sindaco riflettono l’esasperazione di un territorio che, pur essendo motore economico per la Puglia grazie al turismo, continua a fare i conti con la scarsità di presidi sanitari e la cronica mancanza di personale.

A rendere il quadro ancora più fosco è l’assenza dell’assessore regionale alla Sanità, interpretata dai presenti come un segnale di disinteresse da parte della Regione. “L’impegno della ASL è reale – ha precisato Nigri – ma è la Regione che deve fare passi concreti. Servono scelte politiche forti, non dichiarazioni d’intenti”.
Un passo indietro: stipendi dimezzati e fiducia in calo

La situazione appare ancor più paradossale se si confrontano le condizioni offerte oggi ai medici rispetto all’estate 2023. L’anno scorso, per garantire la copertura estiva, si offrivano compensi tra i 90 e i 95 euro l’ora. Oggi, la proposta è crollata a 30-35 euro: una differenza che non solo rende difficile attrarre personale, ma alimenta la sensazione che il problema non sia percepito con la giusta gravità.
Turismo e sanità: un legame inscindibile
La carenza di medici e servizi sanitari non è solo una questione di salute pubblica. Ha ricadute dirette sull’economia locale, alimentata in larga parte dal turismo. Senza garanzie minime di assistenza sanitaria, la reputazione delle località garganiche rischia di subire danni irreparabili. Chi sceglierà di tornare in vacanza in un posto dove, in caso di emergenza, l’ambulanza potrebbe non arrivare?
Scontro politico e silenzio istituzionale
Sul fronte politico, lo scontro tra Nobiletti e l’assessore regionale Raffaele Piemontese – che fino a poco tempo fa sembravano uniti nella battaglia per la sanità – si sta facendo sempre più teso. Il silenzio della Regione è tanto più assordante quanto più vicina è l’apertura ufficiale della stagione turistica.
Il tempo delle attese è finito
Il Gargano non può essere ricordato solo per le sue spiagge incantevoli, le foreste dell’entroterra e i borghi pittoreschi. Ha bisogno di infrastrutture funzionanti, di un diritto alla salute che non si sciolga al sole di luglio. Non si può chiedere a un territorio di sostenere l’economia turistica regionale senza garantire ai suoi cittadini e ai suoi visitatori servizi sanitari degni di questo nome.
Ora è il tempo delle decisioni. Non servono più selfie e post promozionali. Serve un impegno serio, concreto, strutturale. Perché il Gargano non è solo una destinazione: è una comunità. E ogni comunità ha diritto a essere curata, ascoltata e rispettata

