Foggia:La Provincia sotto accusa scontro politico tra Nobiletti e Cera sulla gestione dei fondi e lo stato delle strade
La tensione resta alta e il confronto si fa sempre più acceso, in un clima che anticipa scenari politici in movimento e battaglie territoriali tutt’altro che concluse. Al centro della polemica: la gestione delle risorse pubbliche, le condizioni disastrose delle strade provinciali e la credibilità della classe dirigente.
Il presidente della Provincia di Foggia, Giuseppe Nobiletti, cerca di difendersi dalle accuse, rivendicando con forza l’impegno dell’ente da lui guidato. “Oltre il 90% delle risorse stanziate dai decreti ministeriali 394/2021 e 141/2022 è stato speso o impegnato”, ha dichiarato. “Ogni euro disponibile è stato trasformato in cantieri, progetti, gare pubbliche, come dimostrano atti ufficiali e verbali di aggiudicazione”. Nobiletti non risparmia critiche al Governo centrale, sottolineando i tagli ai fondi per le Province: “Altro che fondi ‘mai tagliati’: la Gazzetta Ufficiale attesta che il Governo – quello sostenuto dalla Lega – ha falciato 195 milioni solo per il 2025”.
Ma questa autodifesa non convince tutti anzi non convince nessuno.. Anzi, accende ulteriormente lo scontro politico. A contestare duramente la narrativa del presidente è Napoleone Cera, consigliere regionale della Lega, che smonta pezzo per pezzo la versione di Nobiletti. Secondo Cera, il problema non è nei fondi, ma nell’incapacità dell’amministrazione provinciale di presentare progetti credibili.
“I fondi c’erano, eccome – incalza Cera – ma per accedervi servivano progetti concreti, cantieri veri, capacità amministrativa. Cosa che – in troppi casi – è mancata”. E i numeri parlano chiaro: dei 500 milioni disponibili dal DM 141/2022, la Provincia di Foggia ne ha richiesti solo 144; del DM 394/2021, su 250 milioni, sono stati spesi appena 97,5. “Il presidente si vanta di aver speso il 90%, ma dimentica di dire che si riferisce a una piccola fetta delle risorse disponibili. È come vantarsi di aver preso 10 su 100, rispondendo a una sola domanda su un test da 30”, attacca Cera con sarcasmo.
La polemica si inserisce in un contesto di forte delusione popolare. La rete stradale provinciale è ridotta in condizioni critiche: buche, assenza di manutenzione, disservizi e pericoli per gli automobilisti. Un’emergenza evidente che ha alimentato il malcontento e messo in crisi la tenuta dell’amministrazione.
Dietro lo scontro pubblico, si intravede anche il riflesso di una rottura politica interna. Inizialmente, Nobiletti aveva trovato una sorta di equilibrio con esponenti come Raffaele Piemontese e Rosario Cusmai, ma la “cricca” si è poi frantumata. Ora il presidente guida la Provincia in solitaria, come fecero i suoi predecessori Miglio e Gatta. Ma l’isolamento politico, unito alle critiche sempre più accese, sta logorando il suo mandato.
Il botta e risposta tra Nobiletti e Cera non è solo un esercizio di retorica. È il riflesso di una sfida sulla credibilità, dove in gioco c’è la fiducia dei cittadini. “Le scuse non asfaltano le strade”, dice Cera. E rilancia, citando il sindaco di Bologna, Matteo Lepore: “Ogni euro deve trasformarsi in opere reali. Non in comunicati. Non in post. In cantieri, asfalto, sicurezza”.
Nobiletti non arretra e rilancia: “Io rispondo con i fatti, con le carte, con i sopralluoghi. Se qualcuno ha tempo per polemizzare, lo invito a venire con me nei comuni, lungo le provinciali, per rendersi conto del lavoro che stiamo facendo”.
Ma la realtà, agli occhi di molti cittadini, resta impietosa: strade impraticabili, fondi non sfruttati, e una Provincia che fatica a uscire da una gestione percepita come inefficace. Si sono fatte solo assunzioni di personale per sistemare i politici locali.Si perché se una volta i politici assumevano personale che aveva bisogno oggi assumono mogli di segretari di partito figli di consiglieri comunali mai una persona che ne avesse bisogno.Sono finiti i politici come Russo,Salvatori …L’impressione è che, ancora una volta, la politica discute mentre il territorio sprofonda nel degrado.
Il confronto è solo all’inizio. Ma una cosa è certa: serviranno meno parole e più asfalto

