Orta Nova(FG): esplosione ATM con il metodo “Marmotta” la criminalità non si ferma mai
La criminalità non si ferma mai, e sembra quasi che gli eventi siano stati pianificati appositamente per scaldare gli animi dopo un comizio elettorale. È quanto accaduto nella notte tra il 31 maggio e il 1° giugno, quando a Orta Nova, un piccolo comune della provincia di Foggia, un gruppo di malviventi ha colpito ancora, causando danni e aumentando la tensione nella zona.
Alle 04:45 circa, una banda di criminali è entrata in azione in piazza Pietro Nenni, nel centro del paese. Con una tecnica ormai tristemente conosciuta, quella della “marmotta”, i delinquenti hanno fatto esplodere il bancomat della BPM, distruggendolo e cercando di mettere le mani su quanto contenuto al suo interno. La tecnica della “marmotta” prevede l’utilizzo di esplosivi artigianali per far saltare in aria gli sportelli automatici, rendendo rapidi i furti. L’azione è stata fulminea, ma la refurtiva sembra essere ancora da accertare, con le forze dell’ordine impegnate nelle indagini.

La risposta delle forze dell’ordine
Sul posto sono subito intervenuti i carabinieri, che hanno eseguito i rilievi del caso e avviato le indagini per cercare di risalire ai responsabili. Non è la prima volta che il metodo della “marmotta” viene utilizzato nella zona, e la crescente frequenza di questi episodi sta sollevando preoccupazione tra la popolazione e le forze dell’ordine. A Orta Nova, come in altre località della provincia, la criminalità sembra non conoscere ostacoli, approfittando della notte per colpire impunemente.
I danni economici e la crescente preoccupazione
L’esplosione del bancomat, oltre a rappresentare un duro colpo per la sicurezza e l’ordine pubblico, ha anche causato danni economici ingenti. Non solo per le banche, che si ritrovano a dover riparare e sostituire i bancomat distrutti, ma anche per la comunità locale, che si trova a fare i conti con un aumento della criminalità e con il senso di insicurezza che cresce di giorno in giorno.
La gente per bene, quella che ogni giorno lavora e paga le tasse, è ormai esausta di vedere le proprie città e paesi flagellati dalla criminalità. A Orta Nova, in particolare, la frustrazione è palpabile: la popolazione sente che lo Stato non riesce a garantire la sicurezza. E a nulla sono valse, finora, le promesse di una politica più ferma contro il crimine. Le istituzioni locali, chiamate a gestire l’emergenza, si trovano ora di fronte a una nuova sfida: contrastare un fenomeno sempre più pericoloso e difficile da sradicare.
Cosa farà lo Stato?
Questa nuova incursione notturna ha fatto crescere ancor di più l’attenzione sul prossimo sindaco e sulle forze di polizia locali, che ora dovranno affrontare una situazione sempre più delicata. Quali misure saranno adottate per garantire la sicurezza dei cittadini? È troppo presto per dirlo, ma il sentimento di abbandono tra la gente è tangibile. Il rischio che episodi come questo si ripetano è alto, e la domanda che sorge spontanea è: cosa farà lo Stato per fermare questa escalation di violenza e crimine?
Nel frattempo, la popolazione resta in attesa di risposte concrete. Le istituzioni devono agire tempestivamente, non solo per individuare e punire i responsabili, ma anche per restituire un minimo di tranquillità ai cittadini, ormai stanchi di vivere nell’incertezza e nella paura. La sicurezza, in un paese civile, è un diritto che non può essere negato. E ora, più che mai, bisogna fare in modo che il crimine non continui a mietere vittime, né economiche né psicologiche. La comunità di Orta Nova non può più aspettare.

