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Manfredonia(FG):Tra ombre e soprusi ,la Baia dei Mergoli resta “privata”, scatta il sopralluogo della Capitaneria

Di redazione – 29 maggio 2025

Oramai a Manfredonia succede davvero di tutto. Un tempo regno incontrastato della criminalità organizzata, tra i clan Libergolis e Romito che per anni hanno monopolizzato la città con arroganza e violenza, oggi la perla del Gargano si ritrova a combattere un’altra battaglia: quella per il diritto alla bellezza. Un diritto negato, persino sulle sue spiagge.

Questa mattina, la Capitaneria di Porto ha effettuato un atteso sopralluogo alla Baia dei Mergoli, il gioiello incastonato tra Mattinata e Vieste, simbolo indiscusso della costa garganica. Un’area di straordinaria valenza naturalistica, con i famosi faraglioni che hanno fatto il giro del mondo in cartolina, oggi divenuta una fortezza inaccessibile per la stragrande maggioranza dei cittadini.

La polemica non è nuova. Da anni si denuncia il fatto che l’accesso alla spiaggia sia di fatto riservato ai soli clienti dei due resort esclusivi della zona: l’Hotel dei Faraglioni e l’Hotel Baia delle Zagare. Per tutti gli altri, appena 20 pass giornalieri rilasciati dal Comune di Mattinata, un numero ridicolo rispetto alla domanda turistica. Il resto? Solo un binocolo dai belvedere panoramici, per ammirare da lontano ciò che dovrebbe essere patrimonio di tutti.

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A rinfocolare la protesta è ancora una volta Antonio Arena, gestore di un parcheggio nella zona, da anni in prima linea nella battaglia per la libera fruizione del litorale:

“La Baia dei Mergoli è pubblica – denuncia – e deve restare aperta a tutti. È la legge a stabilirlo, così come la convenzione edilizia che ha autorizzato la costruzione dei due alberghi. Nessuno può impedire il transito sulla battigia, anche dove sono in corso lavori.”
Ma la realtà è ben diversa. Mentre una parte della spiaggia è chiusa per lavori di messa in sicurezza delle falesie (iniziati nel 2023 e oggi sospesi), l’accesso al versante nord è praticamente impossibile: l’unico sentiero percorribile è una mulattiera pericolosa, lunga due chilometri e attraversata da un canale alluvionale. Eppure, turisti e residenti si ostinano a provarci, scalando la montagna pur di toccare la sabbia che dovrebbe essere pubblica.

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Il Comune di Mattinata, contattato in merito, conferma che l’intervento rientra nelle opere del Commissario per il dissesto idrogeologico, ma sottolinea come “solo alcuni tratti dell’arenile sud restano accessibili come spiaggia libera”.

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E intanto ci si chiede: è possibile che nel 2025 una baia di incomparabile bellezza sia ancora ostaggio di logiche privatistiche, interessi opachi e retaggi di un passato ingombrante?

La risposta, purtroppo, sembra affermativa. Anche perché, per anni, molti hanno visto, saputo, taciuto. La complicità silenziosa, la rassegnazione civica, l’assenza dello Stato in alcune aree strategiche del Gargano hanno consentito a certi poteri di consolidarsi. E ora, restituire la legalità – persino su una spiaggia – sembra un’impresa titanica.

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La Capitaneria di Porto ha comunque acquisito elementi importanti: il verbale del sopralluogo sarà trasmesso alla Procura della Repubblica e alla Prefettura. Starà a loro – ora – decidere se restituire ai cittadini ciò che è sempre stato loro, oppure lasciare che anche la natura più pura resti sequestrata da interessi privati.

Per Manfredonia e il Gargano è l’ennesimo banco di prova. E per chi ci crede ancora, la speranza che giustizia e bellezza possano, un giorno, convivere davvero

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