San Severo(FG): Il tempo dei silenzi tra ricatti, dimissioni e ombre di potere
SAN SEVERO – Ancora una volta, la politica cittadina inciampa sulla stessa pietra. L’attuale amministrazione comunale è travolta da una nuova, lacerante crisi. Una crisi che, a differenza delle precedenti, non ha il volto della sola instabilità, ma quello ben più inquietante del sospetto, del ricatto e dell’omertà istituzionale.
La Prefettura ha inviato un’istanza chiara e perentoria: o si approva il rendiconto, o si va verso il commissariamento.
Una minaccia che aleggia come una scure sul Palazzo di Città e che, paradossalmente, fa da sfondo a un fatto ancor più grave: la denuncia, pubblica e dettagliata, della dottoressa Spada.
Il presunto ricatto e il silenzio della Sindaca
Secondo quanto riferito dalla Spada, il marito di una consigliera comunale avrebbe proposto un vero e proprio ricatto politico: “Se Spada non si dimette, voteremo contro il rendiconto”. Un tentativo, questo, che non solo mina la credibilità del Consiglio, ma pone un interrogativo clamoroso: perché il Sindaco, destinataria diretta della richiesta, non ha denunciato?
Chi ha subito il ricatto? La Spada?
Certo. Ma prima ancora, lo ha subito la Sindaca Colangelo, che ha scelto di tacere. Un’omissione che oggi pesa come un macigno. Limitarsi a “consigliare” alla Spada di non dar seguito all’istanza non basta. Quando si è alla guida di una città, la neutralità davanti a fatti così gravi è una colpa.
Dimissioni irregolari, ma accettate
C’è poi un dettaglio procedurale non di poco conto. La richiesta di dimissioni non era formalmente corretta: non indirizzata né all’interessata né al segretario generale, come previsto.
Eppure, la Spada si è dimessa. Perché?
Una domanda che resta sospesa. Per senso di responsabilità? Per evitare il commissariamento? O per evitare di essere la causa del crollo di un’amministrazione già traballante?
Le dichiarazioni della stessa ex presidente sono dure: parla di gettoni di presenza incassati senza interventi, paragona la spesa per le commissioni consiliari di San Severo – mensile – a quella annua di un comune simile, Scandicci. Una denuncia che ha evidentemente colpito nel vivo, provocando una reazione immediata e – a quanto pare – organizzata.
Il sospetto di un “Sindaco ombra”
Ma c’è dell’altro. La Spada ha denunciato pressioni anche dal suo stesso partito, reo di averla “messa alla porta” per non aver accettato un incarico da assessore utile solo a far scattare un altro consigliere. E soprattutto, ha sollevato il velo su una presenza inquietante: un presunto “Sindaco ombra”, figura non eletta che condizionerebbe, da dietro le quinte, le scelte dell’amministrazione.
Accuse gravi, precise, che meritano risposte. E invece? Ancora una volta, silenzio. La Sindaca Colangelo non ha smentito né commentato, lasciando che ogni sospetto resti lì, a galleggiare nel vuoto della politica cittadina.
Una città stanca e confusa
Nel frattempo, il presidente del Consiglio Comunale si è detto amareggiato per le accuse ricevute e ha annunciato una possibile querela per diffamazione. Ma anche qui, nessuna parola sulle questioni centrali: né sul presunto ricatto, né sul malcostume denunciato, né sull’ombra che aleggia sul Comune.
San Severo merita di meglio. Merita verità, merita trasparenza, merita politica. Non trattative oscure, non minacce velate

