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FOGGIA :Immigrazione e periferie, la politica si sveglia troppo tardi

FOGGIA – Quando le idee per affrontare il problema dell’immigrazione toccano il fondo, il motivo è quasi sempre uno: la totale mancanza di conoscenza, sia della reale portata del fenomeno migratorio, sia delle condizioni del proprio territorio. Si gioca a ping pong tra destra e sinistra, tra accuse e difese, ma le soluzioni concrete restano un miraggio.

È il caso del progetto, recentemente contestato da Fratelli d’Italia, che prevede la ridistribuzione dei circa 4mila migranti attualmente presenti nel ghetto di Borgo Mezzanone verso altre borgate della città: Incoronata, Segezia e Cervaro. Un’iniziativa avviata già nel 2023, finanziata con fondi del PNRR, che però oggi solleva nuove polemiche.

A denunciare la situazione è il consigliere regionale di Fratelli d’Italia, Giannicola De Leonardis, che ha presentato un’interrogazione urgente al presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano, e all’assessore all’Urbanistica, Pier Luigi Lacatena. “Le borgate di Foggia – afferma De Leonardis – avrebbero bisogno di progetti di riqualificazione e valorizzazione. I residenti chiedono da anni servizi essenziali, come asili, presidi sanitari, centri sociali. Invece, si continua a trattarle come aree marginali, dove confinare emergenze che nessuno sa più gestire”.

In particolare, il progetto per Borgo Incoronata prevede la realizzazione di un insediamento per migranti su un’area di circa 8mila metri quadrati, attualmente destinata a verde pubblico. Ma si tratta di una zona ad alto rischio idrogeologico, vicina al torrente Cervaro e al Parco Naturale Regionale dell’Incoronata. Non solo: la presenza del Santuario della Madonna Incoronata – luogo di culto e meta di pellegrinaggi – apre un ulteriore fronte, quello della possibile convivenza difficile tra culture e religioni diverse.

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Ma la domanda sorge spontanea: dov’era la destra fino a ieri? Possibile che ci si accorga solo oggi di un progetto pubblico già in essere da più di un anno?
È davvero credibile che si sia scoperto solo ora l’intento della Regione di ridistribuire i migranti sul territorio foggiano?

Il sospetto, purtroppo, è che si continui a usare il tema dell’immigrazione solo come strumento di propaganda, mentre la realtà quotidiana racconta altro: ghetti ancora attivi come quello di Borgo Mezzanone, centri come “La Torretta” a San Severo o quelli di Cerignola dove le forze dell’ordine faticano a entrare, tra illegalità e degrado. E intanto, le periferie continuano a essere dimenticate, abbandonate, prive di infrastrutture e servizi.

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Il fallimento è doppio: da un lato, un progetto di “soluzione” che rischia solo di spostare il problema altrove, dall’altro, una classe politica che si sveglia troppo tardi, forse perché incapace – o peggio, disinteressata – a governare davvero i territori.

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Foggia, le sue borgate, i suoi cittadini meritano di più. Ma finché l’immigrazione sarà trattata solo come una bandiera da sventolare a seconda delle convenienze politiche, continueremo a discutere di emergenze senza mai affrontarle davvero.

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