Orta Nova(FG): Impresentabile” secondo chi? Il caso Russo smaschera l’ambiguità giuridica della Commissione Antimafia
Orta Nova – Il verdetto della Commissione parlamentare Antimafia che ha inserito il dottor Russo tra i cosiddetti “impresentabili” alle prossime elezioni comunali di Orta Nova – già sciolto per infiltrazioni mafiose – è un atto politicamente scorretto e giuridicamente discutibile. A dirlo non sono solo i sostenitori dell’ex amministratore, ma il suo legale, l’avvocato Michele Sodrio, che annuncia battaglia e parla apertamente di una “distorsione della legalità”.
“Il dottor Russo mi ha conferito mandato per tutelare in ogni sede la sua onorabilità – afferma Sodrio – e ciò che oggi è in discussione non è solo la legittimità della sua candidatura, ma il principio stesso di presunzione d’innocenza, calpestato da un organismo che si arroga un potere di interdizione politica senza fondamento normativo cogente.”
La Commissione Antimafia, lo ricordiamo, emette un parere politico sulla base del Codice di autoregolamentazione dei partiti, un documento non vincolante e privo di forza di legge, che prevede criteri talvolta elastici, spesso interpretativi, e in nessun caso sostitutivi del giudizio penale. Il codice, redatto nel 2014 e aggiornato nel 2019, prevede l’esclusione dei candidati rinviati a giudizio per reati gravi. Ma il dottor Russo non ha mai ricevuto né avvisi di garanzia né rinvii a giudizio, né è coinvolto in procedimenti giudiziari.
“La verità – prosegue Sodrio – è che qui si cerca di creare un cortocircuito tra giudizio morale e sanzione politica, trasformando un codice interno ai partiti in una gogna pubblica. Ma la Costituzione italiana e il Testo unico degli enti locali (TUEL, d.lgs. 267/2000) parlano chiaro: l’incandidabilità può derivare solo da sentenze definitive o da procedimenti disciplinati espressamente per legge. E Russo non rientra in nessuna di queste ipotesi”.
Ciò che emerge, dunque, è una preoccupante deriva: l’uso politico del concetto di “impresentabilità” per silenziare figure che non hanno mai subito condanne né contestazioni formali. Un’operazione che scavalca i principi fondamentali del diritto e mina la sovranità popolare.
“È uno sfregio allo Stato di diritto – conclude Sodrio – perché la ‘non colpevolezza’ non è una formula di cortesia, ma un pilastro costituzionale. E non è accettabile che per motivazioni totalmente arbitrarie si colpisca l’integrità di un uomo che ha servito la sua comunità senza mai essere sfiorato da ombre giudiziarie. Saranno i cittadini a giudicare, non una commissione che ha perso ogni neutralità”.
Il caso Russo, se non arginato, rischia di creare un precedente pericoloso, in cui il diritto viene riscritto sulla base di “liste” e “segnalazioni” prive di valore giuridico. In gioco non c’è solo la candidatura di un uomo, ma l’equilibrio tra legalità formale e libertà democratica.

