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Gargano: Clima di tensione incendiata l’auto della sorella del pentito Marco Raduano

Si sapeva che qualcosa sarebbe successo. In questi giorni sul Gargano, è arrivata la prima inquietante reazione che mette in seria considerazione il peso delle dichiarazioni del collaboratore di giustizia Marco Raduano, ex boss della criminalità organizzata locale.

Nella tarda serata di ieri , a Vieste, ignoti hanno dato alle fiamme l’automobile della sorella del noto ex capoclan, oggi pentito e sotto protezione dello Stato. Il rogo, avvenuto alla periferia della città, è di chiara matrice dolosa e rappresenta un segnale forte, un avvertimento che non può essere ignorato.

Sul posto sono immediatamente intervenuti i vigili del fuoco per domare le fiamme, affiancati dagli uomini della protezione civile Pegaso e GEV. L’episodio è ora all’attenzione dei carabinieri della Tenenza di Vieste, che stanno lavorando per ricostruire l’esatta dinamica dell’accaduto e individuare un possibile movente.

Tra le ipotesi più accreditate, una ritorsione collegata alla collaborazione di Raduano con la giustizia, che nelle ultime settimane avrebbe iniziato a rilasciare dichiarazioni ritenute di grande rilievo dagli inquirenti, riguardanti traffici illeciti, equilibri criminali e nomi eccellenti del territorio.

Gli investigatori stanno verificando la presenza di telecamere di sorveglianza nella zona che possano aver registrato movimenti sospetti o fornire elementi utili all’identificazione dei responsabili.

Una vendetta trasversale?

Colpire un familiare è un gesto che, in determinati ambienti, ha un significato preciso: intimidire chi parla, scoraggiarne la collaborazione e riaffermare il potere del clan. Una pratica brutale e codificata, che riporta alla mente gli anni più oscuri della criminalità organizzata italiana.

Un territorio sotto pressione

Il Gargano, negli ultimi anni, è diventato epicentro di un’espansione mafiosa silenziosa ma radicata, che si muove tra faide interne, racket, droga e infiltrazioni nel tessuto economico. La collaborazione di un personaggio di peso come Marco Raduano potrebbe rappresentare un duro colpo per gli equilibri criminali locali, ma anche aprire nuovi fronti di rischio.

La speranza è che lo Stato risponda con determinazione, proteggendo chi ha scelto di collaborare e facendo sentire la sua presenza concreta su un territorio che chiede sicurezza, giustizia e riscatto.

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