FOGGIA:MAINIERO CHIUDE LA VICENDA GIUDIZIARIA CON LA SINDACA EPISCOPO “PORTO A CASA UNA LEZIONE, ORA PENSIAMO ALLA CITTÀ”
FOGGIA – In un’aula consiliare che per un giorno ha messo da parte gli scontri per lasciare spazio all’umanità, si è chiusa con toni concilianti e un lungo applauso la vicenda giudiziaria tra il consigliere comunale di opposizione Giuseppe Mainiero e la sindaca Maria Aida Episcopo. Un contenzioso durato oltre un anno e mezzo, fatto di carte bollate, accuse gravi e due sentenze sfavorevoli per Mainiero, che ha scelto di non ricorrere in Cassazione, chiudendo definitivamente il capitolo legale.

“Chiudo questa pagina, ora guardo alla città”, ha detto Mainiero all’inizio dell’ultima seduta del Consiglio comunale, tra gli applausi dei colleghi. È stato un intervento intenso, a tratti commosso, che ha mostrato un lato umano spesso assente nelle schermaglie politiche: “Da me ora ci si aspetterà solo sindacato sugli atti amministrativi. Il tema sarà la città. Come si dice, incarto e porto a casa, anche come arricchimento professionale”.

Un messaggio chiaro: l’opposizione continuerà, ma con uno sguardo più focalizzato sull’interesse collettivo e meno sui conflitti personali. “Mai il consigliere Mainiero, l’uomo Mainiero, ha utilizzato lo strumento dell’anonimato. Non ho mai dismesso la maglia della mia città, perché Foggia è la mia città ed è una città che amo”.
LA RISPOSTA DELLA SINDACA: “PRONTA A UNA NUOVA SEMINA”
La sindaca Episcopo ha risposto con parole di distensione: “Come lei sa, sono una persona di sensibilità, e mi toccano. Cristianamente, non ho nulla contro gli avversari”. E ha ricordato di aver scelto il silenzio dopo la sentenza, per rispetto verso chi aveva perso: “Forse consapevole che, a parti invertite, non avrei ricevuto la stessa delicatezza”.
Episcopo ha anche riconosciuto il peso umano e politico della vicenda: “Abbiamo perso tempo e forse abbiamo perso anche come umanità. Il Consiglio si è arenato su atti inutili. Ma il futuro ora è tutto da scrivere”.

UNA LEZIONE DOLOSA MA FORSE NECESSARIA
Citazioni letterarie, riflessioni amare e un conto da oltre 60mila euro tra spese legali e risarcimenti: per Mainiero, la causa ha avuto un costo alto, materiale ed emotivo. “A un certo punto bisogna far tesoro del risultato. Le sconfitte insegnano”, ha detto citando Ezra Pound. Ha ammesso che le accuse ricevute – pur non essendo uscito vincitore – hanno lasciato cicatrici profonde.
E proprio sul tema del risarcimento, la sindaca si è mostrata prudente: “Si vedrà”, ha risposto. A FoggiaToday ha poi confidato: “Sono stati 18 mesi tormentati anche per me. Accusata di frode processuale, firme false, complicità con l’Inps… Ho tenuto un profilo bassissimo, ma non è stato facile”.
DOMANDE CHE RESTANO APERTE
Ma se la pagina si chiude, alcune domande restano. Era davvero necessario arrivare a questo punto? In ambienti politici si mormora che più di un consigliere avesse suggerito a Mainiero di non intraprendere la battaglia legale. Perché non ha ascoltato? Era davvero convinto della presunta incompatibilità della sindaca o è stato spinto da pressioni esterne? Voleva forse dimostrare qualcosa che andava oltre la questione giuridica, magari legato a equilibri interni al Consiglio o a vecchie frizioni personali?
La risposta, forse, rimarrà sospesa tra retroscena mai ufficializzati e valutazioni personali. Ma una cosa è certa: la vicenda ha avuto un impatto profondo sulla politica foggiana, rallentando l’attività amministrativa e alimentando tensioni che ora, almeno in parte, sembrano essersi placate.
UNA TREGUA POLITICA, NON UNA RESA
Quella andata in scena in aula consiliare è stata una rara manifestazione di dignità politica. Due avversari che si sono riconosciuti nella fatica e nella sofferenza di una lunga battaglia, pronti a voltare pagina per concentrarsi su ciò che davvero conta: Foggia e i suoi cittadini. Non una resa, ma una tregua. E forse, un nuovo inizio

