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Foggia:La Capitanata diventa la nuova Terra dei Fuochi maxi rogo di rifiuti vicino a campi di grano a Borgo Cervaro

Foggia – La Capitanata, storicamente vocata all’agricoltura, rischia sempre più di trasformarsi in una nuova “Terra dei Fuochi”. Un allarme ambientale che si rinnova con inquietante frequenza, alimentato da traffici illeciti di rifiuti e roghi dolosi che mettono a rischio la salute dei cittadini e l’integrità del territorio.

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Nella notte tra l’8 e il 9 maggio, un vasto incendio ha interessato un cumulo di rifiuti abbandonati nei pressi di Borgo Cervaro, una borgata situata a pochi chilometri da Foggia. Le fiamme, alte e ben visibili anche da grande distanza, hanno divorato per ore materiali accatastati lungo la sede stradale, a pochissimi metri da alcuni campi coltivati a grano.

L’intervento dei vigili del fuoco è durato tutta la notte. Diverse squadre si sono alternate per domare le fiamme e, questa mattina, proseguono le operazioni di bonifica per mettere in sicurezza l’area. Sul posto sono intervenute anche pattuglie della polizia locale e della polizia di Stato, che hanno immediatamente avviato le indagini per risalire all’origine del rogo e, soprattutto, all’identità di chi ha sversato i rifiuti.

Secondo fonti investigative, non si esclude la matrice dolosa: si teme che dietro l’incendio ci sia la mano delle organizzazioni criminali attive nel traffico illecito di rifiuti, alcune delle quali potrebbero provenire da fuori regione. La dinamica richiama tristemente quanto avviene da anni nel casertano e nel napoletano, con materiali di scarto abbandonati nelle campagne e poi dati alle fiamme per cancellare ogni traccia, avvelenando così aria, terra e falde acquifere.

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La situazione è allarmante e richiede una risposta ferma da parte delle istituzioni. Il rischio, sempre più concreto, è che la Capitanata diventi il nuovo epicentro di un disastro ambientale silenzioso, con conseguenze gravissime per la salute pubblica, l’ambiente e l’economia agricola del territorio.

Serve un piano straordinario di controllo, prevenzione e bonifica. Ma serve, soprattutto, la volontà di non voltarsi dall’altra parte

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