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Città del Vaticano:È iniziato il Conclave: 133 cardinali nella Cappella Sistina per eleggere il successore di Papa Francesco

Prima fumata attesa nelle prossime ore. Migliaia in preghiera a San Pietro. Tra i “papabili” nomi da Europa, Africa, Asia e Americhe.

Con il solenne rito dell’Extra Omnes e la chiusura delle porte della Cappella Sistina, si è aperto ufficialmente il Conclave che porterà all’elezione del 267esimo Papa della storia della Chiesa cattolica. I 133 cardinali elettori, tutti sotto gli 80 anni alla data della morte di Papa Francesco, sono ora riuniti in clausura per le votazioni. Nelle prossime ore è attesa la prima fumata, che indicherà se dal primo scrutinio emergerà già un consenso ampio oppure, più probabilmente, una fumata nera segnalerà che il nuovo Pontefice non è ancora stato scelto.

Stamattina oltre 5mila fedeli hanno gremito la Basilica di San Pietro per la messa Pro eligendo Pontefice, presieduta dal cardinale decano Giovanni Battista Re. Un momento di intensa preghiera e riflessione, alla vigilia di un evento che non è solo spirituale ma anche storico e geopolitico, considerando l’influenza globale del Papato.

Nell’ultima congregazione generale di ieri, i cardinali hanno affrontato temi cruciali: la lotta contro gli abusi, la trasparenza economica in Vaticano e, soprattutto, l’eredità spirituale e morale lasciata da Francesco, scomparso lo scorso 21 aprile a 88 anni. Il Pontefice argentino, primo gesuita e primo Papa latinoamericano, ha segnato il suo pontificato con un impegno costante per la pace, la giustizia sociale e il dialogo interreligioso. La sua ferma condanna delle guerre e la sua visione di una “Chiesa in uscita” sono punti di riferimento che inevitabilmente influenzeranno la scelta del suo successore.

Intanto, tra le mura del Vaticano, circolano già i nomi dei possibili “papabili”. I pronostici – sempre incerti e spesso smentiti – indicano una rosa ampia e globale. Spiccano figure come:

Pietro Parolin, attuale segretario di Stato vaticano, noto per la sua esperienza diplomatica;
Matteo Maria Zuppi, arcivescovo di Bologna, vicino alla Comunità di Sant’Egidio e sostenitore del dialogo con i non credenti;
Pierbattista Pizzaballa, patriarca latino di Gerusalemme, simbolo del legame con la Terra Santa;
Péter Erdő, arcivescovo di Esztergom-Budapest, teologo influente in Europa centrale;
Jean-Marc Aveline, arcivescovo di Marsiglia, molto attivo sul fronte dell’accoglienza e dell’integrazione;
Luis Antonio Tagle, ex arcivescovo di Manila e ora a capo della Congregazione per l’Evangelizzazione dei Popoli, che rappresenterebbe una svolta verso l’Asia;
Fridolin Ambongo Besungu, cardinale di Kinshasa, simbolo di una Chiesa viva e in crescita nel continente africano;
Joseph Tobin, arcivescovo di Newark, volto della Chiesa nordamericana attenta a inclusione e riforme;
Willem Jacobus Eijk, dai Paesi Bassi, con posizioni più conservatrici e radici teologiche solide.
Ogni nome rappresenta una visione diversa della Chiesa del futuro: più pastorale o dottrinale, più riformista o tradizionalista, più europea o più globale.

L’attesa cresce tra i fedeli in tutto il mondo, mentre lo spirito del Conclave resta avvolto dal silenzio e dalla preghiera. I cardinali, sotto l’affresco del Giudizio Universale di Michelangelo, portano sulle spalle il peso di una scelta che segnerà il cammino della Chiesa per gli anni a venire.

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Il mondo guarda alla fumata: bianca o nera, sarà il primo segnale che qualcosa si muove nel cuore del Vaticano.

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