Casa Sollievo della Sofferenza: alta tensione per i tagli alla produttività del personale
San Giovanni Rotondo – La situazione alla Casa Sollievo della Sofferenza si fa sempre più tesa a causa della vertenza sui tagli al fondo di produttività destinato ai lavoratori. Dopo il rigetto da parte del personale della proposta aziendale, le rappresentanze sindacali hanno lanciato un allarme sulla criticità della misura, giudicata in netta opposizione al mandato assembleare del 9 dicembre scorso.
Tagli pesanti per il personale
Secondo quanto denunciato dai sindacati, la decurtazione, che dovrebbe entrare in vigore a partire da gennaio 2025, comporterebbe una riduzione di circa 200 euro nella retribuzione mensile di 1.700 dipendenti non medici e non dirigenti, tra cui infermieri, tecnici e operatori sanitari. Questi lavoratori, definiti dai rappresentanti sindacali come “l’ossatura di qualsiasi realtà ospedaliera”, rischiano di subire un colpo significativo al loro stipendio, con inevitabili ripercussioni anche sul clima lavorativo e sulla qualità dei servizi offerti ai pazienti.
Le motivazioni della direzione generale
La direzione generale ha giustificato la misura citando il mancato arrivo di investimenti promessi. In particolare, i 40 milioni di euro annunciati dalla Regione Puglia per il sostegno al settore sanitario e agli enti ecclesiastici convenzionati, tra cui Casa Sollievo, non si sarebbero concretizzati, lasciando l’ente in difficoltà nel coprire il fondo produttività.
La posizione dei sindacati
I rappresentanti delle sigle sindacali FP CGIL, CISL FP e UIL FPL, rispettivamente Angelo Ricucci, Giuseppe Mangiacotti e Luigi Giorgione, hanno espresso “forti preoccupazioni” per la decisione, sottolineando come questa penalizzi pesantemente il personale, già sotto pressione per carichi di lavoro intensi. “Il taglio alla produttività rappresenta un’inaccettabile manovra per scaricare sui lavoratori le difficoltà finanziarie dell’azienda”, hanno dichiarato.
Prospettive e mobilitazioni
Le organizzazioni sindacali non escludono azioni di protesta per ottenere un dietrofront da parte della direzione generale, oltre a chiedere chiarezza sugli annunci regionali e un confronto costruttivo per salvaguardare i diritti dei lavoratori. Intanto, cresce l’attesa per un possibile intervento delle istituzioni locali e regionali che potrebbe sbloccare la situazione e scongiurare ulteriori tensioni.
La vertenza mette in evidenza le difficoltà che attraversa il sistema sanitario pugliese e l’importanza di garantire adeguati investimenti per tutelare non solo i lavoratori ma anche i cittadini che si affidano a queste strutture per le loro cure.

