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Barletta: Operazione anti-corruzione, tutti i nomi degli arrestati

BARLETTA – Sono stati resi noti i nomi delle persone coinvolte nell’operazione condotta dalla Guardia di Finanza del comando provinciale di Barletta, che ha portato all’arresto di nove individui e all’obbligo di dimora per un altro. Le accuse includono corruzione propria e impropria, turbata libertà degli incanti e della scelta del contraente, truffa aggravata, subappalti non autorizzati e falso ideologico, oltre a reati ambientali.

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In carcere:

  • Francesco Gianferrini, 65 anni, di Canosa, ex dirigente del Comune di Trani.
  • Vincenzo Guerra, 54 anni, di Triggiano, dirigente della Provincia Bat.
  • Giuseppe Marselli, 37 anni, di Bitonto, dirigente della Provincia Bat.
  • Paolo Misuriello, 53 anni, di Barletta, ingegnere.

Ai domiciliari:

  • Giorgio Bellomo, 50 anni, di Bari, ingegnere.
  • Gianluca Intini, 49 anni, di Castellana, ingegnere.
  • Antonello Lattarulo, 50 anni, di Noci, ingegnere.
  • Andrea Leone, 65 anni, di Andria, imprenditore.
  • Giovanni Battista Guerra, 63 anni, di Trani, agronomo.

Obbligo di dimora a Cellamare:

  • Regina Ricciardi, moglie di Vincenzo Guerra.

Divieto di contrarre con la pubblica amministrazione:

  • Gaetano Centanni, 60 anni, di Bari.
  • Francesco Matera, 40 anni, di Barletta.
  • Giovanni Rilievi, 42 anni, di Bitonto.

Sospensione dai pubblici uffici per 6 mesi:

  • Francesco Lomoro, 49 anni, di Bari, dirigente dell’ufficio tecnico del Comune di Barletta.
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L’inchiesta, coordinata dalla procura di Trani, ha svelato un complesso sistema corruttivo che coinvolgeva dirigenti pubblici, professionisti e imprenditori. Gli arrestati, in cambio di denaro, consulenze, lavori edilizi, pranzi e percorsi benessere, avrebbero assegnato appalti e commesse pubbliche, alterando la libertà degli incanti e omettendo di segnalare conflitti di interesse.

L’operazione ha portato anche al sequestro di beni per un valore complessivo superiore a un milione di euro, tra cui un’azienda. Tra le vicende più significative emerse dalle indagini, vi è quella relativa alla discarica di rifiuti speciali non pericolosi Cobema a Canosa di Puglia, dove i lavori di chiusura definitiva e post-gestione sono stati affidati senza la dovuta comunicazione alle autorità competenti, nonostante un procedimento penale in corso per reati ambientali.

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L’indagine continua a mettere in luce l’entità della rete corruttiva e i danni arrecati alla pubblica amministrazione e alla collettività.

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