Foggia, dall’Ospedale comunicano il decesso di un anziano per Covid ma era un errore

I familiari dell’86enne foggiano Fernando Cristiani, hanno presentato un esposto alla Procura di Foggia per denunciare il grave episodio in cui sono stati coinvolti a causa, con ogni probabilità, di un maldestro errore.

Cristiani era risultato positivo al covid il 6 novembre scorso, assieme a tutti gli altri 68 ospiti e ai 28 operatori sanitari della RSSA “Fondazione Palena”, di cui era ospite. Le sue condizioni erano gradualmente peggiorate, per cui era stato trasferito presso gli Ospedali Riuniti di Foggia.

Alle 2.44 della notte tra il 18 e il 19 novembre, la famiglia del pensionato, infatti, aveva ricevuto una telefonata, proveniente da Pronto Soccorso dell’ospedale, ma dall’altra parte dell’apparecchio si era sentito solo il messaggio di una segreteria telefonica.

Il giorno dopo, la signora Paola, nuora di Cristiani, aveva telefonato allarmata alla RSSA, perché sulla chat dei familiari degli ospiti era stata diffusa la notizia che il suocero era morto. La direttrice della struttura –commissariata dalla ASL di Foggia per la situazione sanitaria e affidata in gestione al gruppo “Universo Salute”- aveva confermato di aver ricevuto a sua volta una telefonata, la notte prima, alle 2.40, dal Pronto Soccorso dei “Riuniti”, con la quale la informavano che Fernando Cristiani era morto a causa dell’infezione.

La famiglia, addolorata dalla terribile notizia, aveva organizzato il funerale, con le restrizioni previste per legge, per il giorno dopo, con tanto di manifesti affissi in città. Ma la mattina del seguente, un’altra chiamata dal Pronto Soccorso dei “Riuniti” li informava che il pensionato era grave, ma ancora in vita.

I familiari sono stati felici della comunicazione, ma al tempo stesso sono rimasti sconcertati per la strana sequenza di comunicazioni che aveva causato l’incredibile equivoco che tanto dolore aveva loro provocato.

La famiglia ha inoltrato l’esposto alla Magistratura per conoscere i responsabili dell’episodio.

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